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Furto al Duomo, ritrovata la refurtiva a Secondigliano
Il colpo è stato compiuto nella notte tra il 10 e 11 novembre. Rubati i 16 pannelli lignei del coro, due statue della Madonna e il busto di S. Ermete
Ritrovate a Secondigliano (Napoli) le opere d’arte rubate questa notte dal Duomo di Acquapendente. Si è concluso positivamente e in breve tempo il colpo che una banda di ladri ha compiuto nella notte tra il 10 e l’11 novembre ai danni della Cattedrale del Santo Sepolcro. Il furto è stato denunciato questa mattina, 11 novembre, dal parroco Don Luigi Squarcia che, quando si è recato in Duomo per aprire la Chiesa, ha trovato forzata la serratura del cancello adiacente all’ingresso principale e rotto il vetro della finestra della sagrestia. È da qui, infatti, che sono entrati i ladri, secondo i rilievi effettuati dai Carabinieri. La Compagnia di Montefiascone ha subito diramato a Carabinieri e Polizia di tutta Italia le foto delle opere d’arte trafugate, e grazie a questa segnalazione la Questura di Napoli ha riconosciuto gli oggetti trovati in un furgone abbandonato a Secondigliano. Secondo le indagini, il colpo è stato eseguito su commissione a Napoli, essendo questa una città molto florida per quanto riguarda il mercato dell’antiquariato. Gli oggetti di maggior valore sono stati ritrovati tutti. Tra questi gli “Stalli lignei del coro”, 16 pannelli databili 1685-1688 ad opera del tedesco Matteo Siler, più conosciuto come Matteo Monsù. L’opera è intagliata su spessi tavoloni di noce, ognuno incluso tra due esili colonne; sui pannelli sono scolpite le figure di piccoli angeli che tengono in mano i simboli della Passione. Di altrettanto valore le due statue lignee della Madonna del Carmine (anteriore al 1650) e della Madonna del Fiore (1800, copia del 1751) a grandezza naturale, nonché la “Cornice lignea dorata alla statua della Beata Vergine Immacolata” del 1751 ad opera di Giovanni Bulgarini, anche qui con gli angeli scolpiti. Le dimensioni, e quindi la pesantezza, di questi oggetti fa pensare che il furto sia stato compiuto da una banda numerosa e soprattutto che i ladri conoscevano molto bene il contenuto della Cattedrale e quali fossero le opere di maggior valore, non solo artistico. Infatti, nella refurtiva sono stati rinvenuti anche i cinque busti di santi in legno dorato, il busto in maiolica di S. Ermete Patrono di Acquapendente e la sedia del Vescovo in metallo dorato. Del candelabro in ferro battuto, di alcuni fregi e stemmi e di due lampioni utilizzati durante le processioni non si sa con certezza se erano ancora nel furgone al momento del ritrovamento. Ora, probabilmente, Don Luigi dovrà recarsi a Secondigliano per riconoscere tra le opere recuperate quelle rubate al Duomo questa notte. Intanto, procedono le indagini per smascherare i ladri e chi ha commissionato il furto.
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