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Proposta per la costituzione del distretto rurale dell’Alta Tuscia

Il Comune di Acquapendente si fa promotore presso gli enti pubblici del progetto presentato dai Democratici di Sinistra dell'Alta Tuscia

“È importante sottolineare la centralità della costituzione dei distretti rurali per lo sviluppo del territorio”. Queste le parole di Claudio Colonnelli, Vicesindaco e Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Acquapendente.
Con il rinnovo di molte amministrazioni comunali nella provincia di Viterbo, infatti, si torna a parlare dell’attuazione dei Distretti Rurali. In particolare, il Comune di Acquapendente si fa promotore, presso gli altri enti pubblici, gli imprenditori locali e le associazioni di categoria, della proposta presentata dai Democratici di Sinistra dell’Alta Tuscia durante la riunione dello scorso 29 marzo a Valentano, a cui era presente anche l’Assessore all’agricoltura della Regione Lazio, Daniela Valentini. L’idea è quella di costituire un distretto rurale dell’Alta Tuscia, proseguendo il lavoro già svolto sulle produzioni agricole tipiche del territorio da diversi enti, che coinvolga anche il sistema turistico ed agrituristico.
Il distretto rurale dell’Alta Tuscia includerebbe 27 comuni: Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Bassano in Teverina, Bolsena, Canino, Capodimonte, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Civitella d’Agliano, Farnese, Graffignano, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montefiascone, Onano, Piansano, Proceno, S. Lorenzo Nuovo, Tessennano, Tuscanica e Valentano.
Proprio lo scorso 30 maggio, inoltre, l’Assessore Valentini ha presentato al Tavolo Verde riunito presso la Regione Lazio il “Regolamento di attuazione dei distretti” che si intreccerà con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale (Psr) 2007-2013.
L’importanza dell’individuazione e costituzione dei distretti rurali è data proprio dalle caratteristiche territoriali dei comuni che vanno a comporre il singolo distretto. Nella provincia di Viterbo, infatti, i 27 comuni che costituirebbero il distretto rurale dell’Alta Tuscia sono caratterizzati da una omogeneità culturale e linguistica, dalla presenza di coltivazioni arboree prevalenti di vite e olivo, dalla produzione della patata e dei cereali, e soprattutto sono accomunati dalla peculiarità del paesaggio e dell’ambiente, gran parte del quale è sottoposto a tutela.
Il distretto rurale rappresenta l’opportunità per attivare un livello intermedio di coordinamento della rappresentanza delle parti sociali, la sede per misurare e condividere l’idea di sviluppo locale, non solo sul versante delle attività produttive o dei servizi, ma anche in ambito culturale, sociale e partecipativo.
Ed è proprio questo che si propone di fare il progetto di costituzione del distretto rurale dell’Alta Tuscia, coinvolgere cioè oltre al sistema agricolo che maggiormente caratterizza il territorio anche quello turistico-artigianale, per attivare un’azione sinergica tra i Comuni interessati e che già si sono fatti promotori di iniziative volte alla salvaguardia del territorio e delle sue tipicità (ad esempio Acquapendente Cittaslow, Bolsena Bandiera Arancione, ecc.).

 

 


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