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“Tiburzi-Provenzano: l’ultima notte” ottiene il Patrocinio del Senato della Repubblica

Massimo riconoscimento per l'evento organizzato dall'Associazione Culturale iTusci e dal Comune di Acquapendente

“Tiburzi-Provenzano: l’ultima notte. 24 ottobre 1896, 11 aprile 2006”, l’evento organizzato dall’Associazione Culturale iTusci e dal Comune di Acquapendente per i mesi di novembre e dicembre, ha ricevuto il Patrocinio del Senato della Repubblica. Un riconoscimento che riempie di soddisfazione il Sindaco Alberto Bambini e il direttore del progetto Viola Buzzi.
L’evento si inserisce all’interno dell’ottava edizione della rassegna “Suoni e Passi della tradizione”, promossa dall’Associazione Culturale iTusci sul territorio della Tuscia, e la notizia del Patrocinio del Senato arriva proprio alle porte dell’uscita del programma completo dell’iniziativa. Con Il Sindaco Alberto Bambini e con Viola Buzzi parliamo ora del progetto, nonostante le difficoltà incontrate per mettere insieme aspetti ed attori dell’evento.

 

“Tiburzi-Provenzano: l’ultima notte”, di che si tratta?

Viola Buzzi: È un ciclo di tre conferenze-spettacolo ad Acquapendente il 18 novembre, a Viterbo il 24 novembre e a Roma il 2 dicembre, dove proveremo, come sempre, a raccontare una storia con diverse voci. Ci chiedevamo come tornare a parlare di brigantaggio, visto che la nostra esperienza come Associazione iTusci nacque proprio sul brigantaggio con la ricerca storica e sulle tradizioni orali che condusse allo spettacolo Doppiette e Rosari.
Martedì 24 ottobre è ricorso il 110° anniversario della morte di Domenico Tiburzi (24 ottobre 1896), noto latitante della Maremma tosco-laziale che, dopo 24 anni di vita alla macchia, muore alle Forane di Capalbio con un colpo alla testa durante l’agguato. Quest’anno, l’11 aprile, dopo 43 anni di latitanza viene arrestato Bernardo Provenzano, ultimo grande boss di Cosa Nostra. Inoltre Viterbo ha una miriade di fatti storici che attraversano il secolo collegati a mafia, camorra, terrorismo…crediamo sia un vantaggio saperlo.
Da qui l’idea di riflettere sulla sottile linea che collega, a distanza di poco più di un secolo, due figure così “scure” della storia del nostro paese, che in qualche modo ne caratterizzano le diverse epoche. Abbiamo letto le curiose similitudini e tirato un filo, la chiave: l’ultima notte. L’ultima notte di Tiburzi prima di morire, l’ultima di Provenzano dopo 43 anni di mafia, l’ultima della sposa che non sa che quella è l’ultima notte col marito, l’ultima dei magistrati, l’ultima dei figli e delle mogli, dell’impiccato braccato dal pizzo…l’ultima, incognita, notte è il nostro terreno di indagine.

 

Sindaco, Lei ha creduto da subito in questo progetto, cosa l’ha convinta?

Alberto Bambini: Leggendo la scheda di presentazione del progetto mi sono reso immediatamente conto dell’importanza di sostenere un’iniziativa che vuole raccontare una storia per capire altre implicazioni, per scoprire, attraverso il vissuto dei personaggi coinvolti, scenari che si trovano al limite del confine tra legalità e illegalità. Quella di Acquapendente, come il resto del viterbese, è una realtà in cui la preoccupazione della mafia sembra non toccare i cittadini direttamente ma solo per avvenimenti di cronaca raccontati sui giornali e in tv, accaduti altrove. Ma il problema della legalità riguarda tutti, non è distante, è vicino e si trova nel quotidiano che ci troviamo ad affrontare. Ed allora mi è sembrato fondamentale appoggiare un progetto che va a scavare nel passato, remoto e prossimo, per far parte di un processo unico che è delle piccole realtà e del Paese intero. Vediamo Locri, Scampìa per fatti di sangue, noi che non li abbiamo dobbiamo impegnarci a sostenere iniziative volte alla comprensione dei processi storici che caratterizzano i cambiamenti socio-culturali. Il nostro è un impegno civile nei confronti della realtà che viviamo.

 

Non è facile raccontare una storia così, come avverrà?

Alberto Bambini: I tre appuntamenti (Acquapendente, Viterbo, Roma), in luoghi di cultura di un certo prestigio e con una forte identità come il Teatro Boni, il Caffè Schenardi e La Palma club, vedranno lo svolgersi di un incontro di qualche ora, in cui ad un momento di discussione e confronto seguirà, su quella stessa scena, lo spettacolo sul brigantaggio che avrà un occhio particolare per Tiburzi e Provenzano. Una riflessione partecipata, con la voce e la presenza di testimoni diretti, di professionisti che hanno dedicato la vita alla battaglia per la legalità, dei giornalisti che hanno raccontato e raccontano i fatti di cronaca, dei politici e degli artisti.
Viola Buzzi: Non è facile perché partiamo da una provocazione storica, nessuno è preparato alle provocazioni e non è facile mettersi d’accordo. È stimolante perché la provocazione ci dà la possibilità di metterci tutti intorno a un tavolo, voci che operano in ambiti molto differenti e che poco si ha la possibilità di ascoltare agevolmente, se non sei del mestiere. Un magistrato non è cosa facile incontrare, o un presidente di un’associazione sui diritti economici dei cittadini, o un senatore dell’antimafia piuttosto che un giornalista che si occupa di mafia… questi faranno parte del tavolo, insieme agli artisti che la canteranno.

 

Che cosa significa ricevere il Patrocinio del Senato?

Alberto Bambini: È un grandissimo onore per il Comune di Acquapendente ricevere il Patrocinio del Senato per un progetto di questa portata, non facile da presentare, non semplice da spiegare. È il riconoscimento per un lavoro continuo nel veicolare l’importanza della cultura storica all’interno della nostra comunità, e poi ci dà la possibilità di portare Acquapendente fuori dai confini territoriali e di far conoscere la nostra realtà, le nostre tradizioni.
Amministrare un paese di circa 6000 abitanti non vuol dire restare nel locale, anzi deve spronare a fare sempre di più per i propri cittadini, coinvolgerli in iniziative culturali che riguardano l’Italia intera, ed il riconoscimento del Senato non fa altro che ripagarci dell’impegno profuso ogni giorno.
Viola Buzzi: Per iTusci, dopo anni di lavoro in condizioni estreme, il riconoscimento di un’Istituzione della Repubblica è un incoraggiamento. Inoltre, dopo “Il Sogno di Basaglia”, progetto che si è svolto da gennaio a giugno 2006, e il convegno nazionale del 2004 sulla Cap Anamur, è molto di più… è la fiducia verso un metodo progettuale che immagina una cultura con le gambe, che provochi riflessioni utili, con le voci del nostro presente; stavolta abbiamo raggiunto risultati eccellenti grazie alla fiducia tempestiva del Sindaco, che si è messo con noi al lavoro e di un team di esperti che ci ha prestato man forte, consigli, conforto, da studiare e pure nutrito.

 

Qualche anticipazione su chi interverrà e come saranno caratterizzate le tre giornate?

Viola Buzzi: La forma dell’evento è particolare, dentro una cornice di canti racconti e balli si animerà il dibattito. Tanti ospiti straordinari, alcuni presenti sempre, altri cambieranno di volta in volta. Meglio venire e fare tutto il percorso: il 18 novembre ad Acquapendente Teatro Boni ore 20.30; il 24 novembre a Viterbo Gran Caffè Schenardi ore 16.30; il 2 dicembre a Roma La Palma club ore 21.00. L’ingresso è gratuito.

 

INFO-CONTATTI: www.itusci.it 0763/732066 - 338/8159151 - 320/8078232.


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