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Torre Alfina in Festa, un evento interregionale a valenza turistica e culturaleAntonino Pietretti, Presidente dell'Associazione Culturale Astorre: "Un grande successo di pubblico con 7.000 presenze"
Dopo il grande successo di pubblico registrato da “Ponti nel Tempo”, la seconda edizione di Torre Alfina in Festa, la manifestazione che si è svolta dall’1 al 3 settembre nell’antico borgo nel Comune di Acquapendente, analizziamo e parliamo dei vari aspetti della festa con Antonino Pietretti, Presidente dell’Associazione Culturale Astorre che, insieme alla Pro Loco di Torre Alfina ed ai Festaroli Madonna del Santo Amore, ha organizzato l’evento.
Sig. Pietretti, siete soddisfatti di questa seconda edizione della manifestazione?
“Più che soddisfatti. È un grande risultato per Torre Alfina aver registrato un afflusso di 7.000 persone in 3 giorni di festa, soprattutto perché si è trattato di un pubblico interessato non solo all’aspetto gastronomico e ludico dell’iniziativa, ma anche a quello religioso e culturale della festa”.
Quali ritiene siano stati i punti di forza quest’anno, le scelte vincenti?
“Sicuramente l’aver coinvolto soggetti dei territori circostanti al nostro, e cioè alcuni enti territoriali toscani e alcune ditte umbre che hanno portato i loro prodotti tipici per allestire stand da esposizione e degustazione. Non per niente l’edizione di quest’anno della festa si chiama proprio ‘Ponti nel tempo’, per l’intenzione di voler creare un ponte immaginario che colleghi territori così vicini sia geograficamente ma anche dal punto di vista delle tradizioni storiche, culturali ed enogastronomiche. Al pubblico è piaciuta molto la possibilità di poter degustare i prodotti esposti sugli stand della Fiera di San Bartolomeo e soprattutto l’allestimento degli stand della Croce Rossa come Wine Bar. L’anno prossimo cercheremo di ampliare la partecipazione anche ad altri soggetti. Inoltre, è stata molto importante la collaborazione che abbiamo ricevuto da parte dei privati cittadini torresi, degli esercizi commerciali, degli enti pubblici e degli sponsor. Grazie all’aiuto di tutti è stato possibile raccogliere circa 30.000 euro, investiti nei tre momenti della festa: religioso, medievale e della fiera”.
Partendo quindi dall’ottimo risultato di quest’anno, quali sono i punti da migliorare in futuro?
“Una più precisa ripartizione dei ruoli all’interno del comitato organizzatore aiuterebbe sicuramente a rendere perfetto ogni aspetto della manifestazione. È necessario distinguere il ruolo ricoperto dai Festaroli Madonna del Santo Amore nella preparazione della festa religiosa, come anche quello della Pro Loco e dell’Associazione Astorre nella predisposizione del programma e del piano d’intervento, non perdendo però mai di vista la collaborazione che deve accomunare tutti i soggetti interessati.
Cosa auspica per il futuro della manifestazione?
“Il riconoscimento pubblico di Torre Alfina in Festa come un evento a valenza sia culturale che turistica. È importante che la manifestazione venga connotata sia come momento ludico, ma anche come patrimonio artistico del borgo, come strumento di arricchimento per l’intera comunità e veicolo per far conoscere il nostro territorio oltre i confini geografici. Profondo è stato l’impegno messo nella ricerca storica delle tradizioni commerciali di Torre Alfina: grazie allo studio condotto da Lorena e Laura Andreani sulle ‘rubriche specifiche per gli esercizi commerciali dello Statuto di Torre Alfina del 1575’, durante i tre giorni della festa in ogni negozio è stato possibile esporre il documento relativo ad ogni esercizio con le indicazioni del tempo, grazie anche al permesso accordato dal Senato della Repubblica. Presto sarà realizzata una pubblicazione che raccoglie tutte queste rubriche, che rappresentano la memoria storica del nostro territorio a livello commerciale. Da non dimenticare anche il lavoro svolto da Rita Pepparulli nella creazione artistica di mattonelle in cui sono raffigurati gli antichi siti storici, i rioni del borgo e la piazza della comunità, realizzate proprio per non perdere la memoria storica dei siti stessi. |
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