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Ospedale, Consiglio Comunale straordinarioMobilitazione del territorio a difesa del presidio aquesiano
Nei prossimi giorni sarà indetto ad Acquapendente un Consiglio Comunale straordinario, aperto alla cittadinanza, sull’ospedale. L’Amministrazione Comunale, infatti, ha preso atto della proposta del Presidente della Regione Lazio e commissario ad acta della Sanità Piero Marrazzo di chiudere e riconvertire in presidi otto piccoli ospedali del Lazio (con meno di 90 posti letto), tra cui Acquapendente. La decisione fa parte dei 27 atti commissariali adottati in circa 50 giorni in linea con il piano di rientro sanitario. La notizia in breve tempo ha scosso la comunità aquesiana, che proprio un mese fa (11 agosto) era accorsa numerosa alla riunione indetta al Cinema Olympia con il Direttore Sanitario della ASL VT 1 Dott. Alessandro Compagnoni, chiamato dall’Amministrazione Comunale per assicurare i cittadini sul futuro dell’ospedale aquesiano. Il Comune di Acquapendente aveva presentato già nel novembre 2007 un documento, approvato dal Consiglio Comunale, per il potenziamento dell’attività territoriale del distretto sanitario aquesiano. Ad oggi il Sindaco di Acquapendente Alberto Bambini ha preso contatti con la Presidenza della Regione Lazio per concordare la data in cui indire il Consiglio Comunale straordinario e organizzare un incontro chiarificatore. “Intraprenderemo ogni azione possibile per difendere il nostro ospedale – ha dichiarato il Sindaco – e per evitarne la chiusura. È una struttura che offre un servizio indispensabile non solo ai cittadini aquesiani ma anche a tutta la popolazione del territorio dell’Alta Tuscia, che altrimenti verrebbe fortemente penalizzata dalla mancanza di un ospedale completo come quello di Acquapendente. Contatteremo i Sindaci dei paesi del territorio circostante per chiedere il loro sostegno e coinvolgerli nelle azioni che intraprenderemo a difesa dell’ospedale”. “Credo che i parametri per giudicare l’ospedale di Acquapendente – conclude il Sindaco - devono tener conto non solo del numero dei posti letto e della percentuale del loro utilizzo, ma anche e soprattutto dei servizi offerti ai cittadini. Inoltre, i lavori di ristrutturazione che da circa 5 anni impediscono il corretto utilizzo della struttura sanitaria non hanno permesso il raggiungimento degli obiettivi attualmente contestati dalla Regione Lazio”.
10 settembre 2008
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