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Crocifisso, il Sindaco di Acquapendente replica alle accuse di Forza Italia

Risposta del primo cittadino agli articoli pubblicati sulla stampa locale
 

“Il crocifisso non è mai stato tolto dalla Sala Consiliare perché non c’è mai stato”. Con queste parole il Sindaco di Acquapendente Alberto Bambini risponde alle provocazioni mosse dal gruppo consiliare di Forza Italia, secondo cui il simbolo religioso è stato tolto arbitrariamente dall’aula del Consiglio.
“In questi giorni la stampa locale ha dato ampio spazio all’argomento – continua il Sindaco - ospitando ripetutamente le dichiarazioni dei Consiglieri Dolores Rappoli, Giuseppe Buzzico e Giuseppe Casali, le cui parole sono prive di fondamento, sono offensive non solo nei miei confronti ma anche degli Assessori”.
“Innanzitutto, la presenza o meno del crocifisso nella Sala Consiliare e la partecipazione del Sindaco e degli Assessori ai cortei religiosi sono due fatti totalmente distinti ed indipendenti. ‘Il record di intolleranza religiosa’ di cui vengono incolpati gli Amministratori Comunali per l’assenza del crocifisso è un’accusa molto grave da parte di Forza Italia, come ancor più pretestuosa è quella riportata negli articoli apparsi nei giorni scorsi, sempre sullo stesso argomento, circa il mancato spirito religioso degli Amministratori”.
“I Consiglieri di Forza Italia non si devono assolutamente permettere di fare queste affermazioni – continua Alberto Bambini -; lo spirito di fede con cui ognuno di noi affronta una cerimonia religiosa è un fatto strettamente personale, che non deve essere messo in alcun modo in dubbio solo per screditare l’operato dell’Amministrazione. La risposta che ho dato all’interrogazione di Forza Italia è stata breve e concisa proprio per essere chiaro e non dare adito ad ulteriori polemiche. Così non è stato però, anzi troviamo ancora sui giornali le dichiarazioni del gruppo consiliare di F.I. che tenta di dimostrare come il crocifisso un tempo era presente nella Sala Consiliare solo facendo riferimento ai due regi decreti del lontano 1924 e 1927. È triste pensare che questo sia l’unico argomento con cui i Consiglieri ritengano di dover svolgere il loro ruolo di opposizione, quando potrebbero impiegare le loro forze e le loro parole per discutere e confrontarsi civilmente su argomenti importanti per la popolazione”.
“Abbiamo sempre dimostrato – conclude il Sindaco -, e parlo anche a nome dei miei predecessori, rispetto nei confronti di ogni credo religioso, anche attraverso azioni concrete di integrazione della popolazione extracomunitaria di fede diversa da quella cristiana. La fede religiosa si dimostra attraverso i comportamenti quotidiani e non con l’esibizione di simboli, che rimanda più ad una concezione bigotta e strumentale”. 

 

11 gennaio 2008

 


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