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Ospedale, il Consiglio Comunale resta in caricaIl Sindaco risponde alla minoranza sulla richiesta di dimissioni
“Capisco benissimo il disagio della minoranza, un disagio che nasce dall’impotenza verso alcune scelte essenziali che riguardano il nostro ospedale, e comprendo quindi anche la voglia di sopperire con un gesto eclatante”. Risponde così il Sindaco di Acquapendente Alberto Bambini alla lettera inviata dai Consiglieri di minoranza che propongono le dimissioni dell’intero Consiglio Comunale come atto di protesta contro i tagli operati dalla Regione Lazio all’ospedale di Acquapendente. “Tale disagio è stato più volte sottolineato da questa e dalla precedente Amministrazione - continua il Sindaco -, ma il gesto delle dimissioni in blocco del Consiglio Comunale come atto di protesta credo sia eclatante ma non risolutivo del problema. La battaglia per la difesa dell’ospedale dev’essere portata avanti governando il territorio. L’ospedale possiamo difenderlo se ci siamo. Alle eventuali dimissioni farebbe seguito solo l’arrivo di un Commissario, che per un anno amministrerebbe il Comune al nostro posto. E quale risultato avremmo per il nostro ospedale? Come Amministrazione sappiamo benissimo che l’ospedale è tra le nostre priorità. L’obiettivo principale è la realizzazione di un distretto ospedale-territorio, che ci consentirà di dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini”. “Credo fermamente - conclude il Sindaco - che la comunità locale debba dare un forte segnale di protesta contro l’indifferenza e il malgoverno degli enti sovra ordinati, Provincia e Regione, prendendo in considerazione e avviando le pratiche per il referendum per il cambio di Regione. Infatti, il problema dell’ospedale è solo uno dei tanti settori in cui ci sentiamo totalmente abbandonati dalla Regione Lazio, che non si occupa assolutamente di questo territorio, anzi continua a privarci di servizi e strutture per noi fondamentali, come ad esempio la chiusura degli sportelli agricoli di zona, notizia di questi giorni. Tutta la mancata risposta relativa alla Casa di Riposo e alla sua trasformazione in Rsa, lo stato delle strade provinciali e regionali, la mancata attenzione per la valorizzazione del territorio e la situazione della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale sono alcuni esempi di disattenzione verso queste terre. Il referendum potrebbe essere l’unico segnale politico da dare”.
(13 luglio 2011)
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