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Ospedale, i Sindaci firmano le osservazioni all’Atto AziendaleRiunione con i Comuni limitrofi per sottoscrivere un documento unitario
Si è svolta ieri pomeriggio, 14 gennaio, alle ore 18 presso la Sala Consiliare una riunione indetta dal Comune di Acquapendente e dal Comitato Pro Ospedale con i Sindaci dei Comuni limitrofi, per presentare e chiedere la sottoscrizione di un documento unico migliorativo all’Atto Aziendale. All’incontro sono stati invitati i primi cittadini di Onano, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Grotte di Castro, Gradoli, Marta, Capodimonte, Latera, Ischia di Castro, Farnese, Proceno, Piansano e Valentano. Il sostegno da parte dei Sindaci è stato unanime. Tale documento consiste in una proposta organizzativa, avvalorata da più tecnici esperti in materia, che restituisce dignità all’assistenza sanitaria locale; punto di forza della proposta è che Acquapendente diventi sede del Distretto socio-sanitario, in tal modo verrebbe riconosciuta la specificità del territorio montano (già evidenziata nei decreti regionali), per la distanza da Viterbo e per la posizione geografica. Nella proposta vengono richiesti, tra le altre cose, un Primo Soccorso (di tipo “C”) quindi con le stesse funzioni dell’attuale pronto soccorso in grado di garantire l’urgenza, 2 posti letto di Osservazione Breve, 16 posti letto per acuti, 15 posti letto di Degenza Infermieristica, 4-5 posti letto per la Day One-Day Surgery, il mantenimento del Laboratorio di analisi e la Radiologia, il potenziamento degli ambulatori. Si propone anche l’accentramento delle attività ospedaliere con quelle distrettuali in un’unica struttura, quella ancora da completare in via Cantorrivo, ciò permetterebbe alla ASL un risparmio sull’affitto di 120.000 euro l’anno. Il Sindaco di Acquapendente Alberto Bambini porterà il documento all’attenzione del Direttore della ASL, Dott. Adolfo Pipino, e dei tecnici regionali della Polverini. “Sono soddisfatto per il risultato raggiunto – dichiara Bambini – e ringrazio i Sindaci del comprensorio per aver sottoscritto il documento, e il Comitato per il notevole contributo dato in questo periodo. Rimaniamo fermi nella richiesta del mantenimento di un ospedale di zona, perché secondo noi quello di Acquapendente è fra tutti gli ospedali periferici quello su cui bisognerebbe intervenire per potenziare invece di tagliare. Se la Regione e il Direttore Generale rimangono fermi sulle loro posizioni, e cioè quelle di una riconversione dell’ospedale in CECAD (Centro Clinico Assistenziale Distrettuale), con questo documento chiediamo l’impegno serio dell’Azienda a portare a termine il progetto (compreso il completamento dei lavori) nella sua interezza, inserendo tutti quei servizi che sono previsti nei decreti regionali, compreso quello dell’istituzione del Distretto Socio-Sanitario. Quello che è importante è che l’Atto Aziendale, prima di essere mandato in Regione per l’approvazione finale, venga discusso e approvato in conferenza dei sindaci. Ritengo, inoltre, che chi di dovere non potrà non tener conto di queste osservazioni, sostenute da un vasto territorio, in modo trasversale dal punto di vista politico, e nel merito sostenute anche dai contenuti dei decreti”. “Ci riteniamo soddisfatti per l’esito dell’incontro – dichiarano dal Comitato –, i Sindaci hanno sottoscritto in modo unitario un documento migliorativo all’Atto Aziendale, consideriamo il fatto come un gesto di responsabilità civile, una presa di posizione condivisa per un bene comune: l’assistenza sanitaria per tutti i cittadini. Il Direttore della ASL e la Regione non potranno ignorare una proposta sottoscritta dal Comitato e da 14 Sindaci che hanno a cuore gli interessi del proprio territorio. Ed è proprio la specificità del territorio il punto di forza della nostra proposta, che vede Acquapendente come sede di un Distretto Socio-Sanitario montano nel quale si integrino le attività ospedaliere con quelle distrettuali. Auspichiamo una nuova forma di organizzazione sanitaria e per tale motivo ci aspettiamo sostanziali modifiche all’Atto Aziendale, sperando di poter ritrovare in esso tutte quelle specifiche tecniche necessarie a garantire l’assistenza e il riconoscimento della specificità del nostro territorio. Ringraziamo tutti i Sindaci che hanno sostenuto tale iniziativa”.
(15 gennaio 2011)
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