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Ospedale, impegno per programmare ciò che è possibile

L’Assessore alla sanità Paola Serafinelli fa il punto della situazione

 

Il Piano Sanitario Nazionale prevede che la trasformazione dei piccoli ospedali vada avviata gradualmente e contestualmente a: pieno funzionamento della rete dell’emergenza-urgenza; sviluppo del sistema delle cure domiciliari; disponibilità di strutture residenziali, in particolare per la riabilitazione e per gli anziani non autosufficienti.
“Come stiamo già sperimentando nella nostra situazione (e non solo) – dichiara Paola Serafinelli Assessore alla sanità e servizi sociali del Comune di Acquapendente – i rischi sono soprattutto relativi alla fase di transizione, laddove, a fronte della disattivazione di quote di attività ospedaliera, il territorio non sia ancora sufficientemente attrezzato e quindi in grado di rispondere adeguatamente alla parte di domanda che non troverà più soddisfacimento a livello ospedaliero.
Di fatto il cittadino è sempre più smarrito, la strada per arrivare alla risoluzione dei suoi problemi di salute, e non solo, è sempre più tortuosa.
Le tasse aumentano, e noi tutti ci tiriamo su le maniche per dare una spinta alla ripresa del nostro grande Paese, ma chi gestisce il denaro pubblico dovrebbe dare il buon esempio e dimostrare appropriatezza ed equità nelle scelte effettuate anche nel rispetto dei cittadini.
Attualmente della tanto discussa riconversione  del nostro presidio ospedaliero non ve ne è traccia, tranne che per la disattivazione di alcuni servizi.
Lavori in corso? Sulla carta forse… Potenziamento dei servizi di day care e ambulatoriali? Nei nostri sogni più rosei… Potenziamento dei servizi dell’emergenza… in parte, se infatti abbiamo più mezzi che garantiscono il servizio, non sappiamo ancora qual è il rapporto qualità/prezzo sulla scelta fatta in merito. E l’elisoccorso? Dimenticato nel nulla… Direzione generale ASL Viterbo se ci sei  batti un colpo: è arrivata l’ora di dare segnali concreti.
Ah già, dimenticavamo, tutto questo richiede una partecipazione attiva da parte delle Amministrazioni locali, una rete di collaborazione tra gli enti interessati (Regione, Provincia, Comuni e Asl), come giustamente ci ricordava l’Assessore Regionale Birindelli nel suo intervento a favore dell’apertura della postazione 118 a Bolsena.
Ci viene da pensare che il significato di concetti quali partecipazione e collaborazione abbiano valori diversi in base alle circostanze.
A questo proposito vogliamo ricordare l’impegno della nostra Amministrazione e di quelle limitrofe (ben 14 Comuni interessati) nell’aver redatto più di un documento, contenente proposte concrete e realizzabili, che tenevano conto dell’esigenza del territorio nell’ottica del contenimento dei costi e di una fattiva collaborazione.
Ricordiamo inoltre che in sede di Conferenza di Servizi (26/09/2011) la Regione non era presente: ha ragione l’Assessore, prima regola della collaborazione è condividere i percorsi: noi il nostro percorso l’abbiamo sempre fatto in solitudine.
Ma non per questo ci siamo lasciati abbattere e continuiamo a programmare, progettare e realizzare nel nostro piccolo le cose che ci sono possibili. Pungoliamo, nel rispetto della tradizione aquesiana, l’Azienda per la ripresa dei lavori per il completamento della struttura, che ci consentirebbe  di trasferire in un unico contesto tutti i servizi attualmente dislocati sul territorio (con un risparmio economico e un miglior utilizzo delle risorse umane) e aprire nuovi servizi quali la degenza infermieristica, il centro diurno integrato per soggetti fragili e l’ambulatorio infermieristico.
In questa ottica è già dall’inizio di gennaio che si sta lavorando alla formazione degli operatori, per non arrivare impreparati a questa nuova sfida che ci offre l’opportunità di integrare e arricchire l’offerta socio sanitaria territoriale.
Questo non significa smettere di lottare per ridare dignità alla nostra struttura ospedaliera, perchè, sempre citando il Piano Sanitario Nazionale, occorre salvaguardare il patrimonio culturale imprenditoriale che i piccoli ospedali rappresentano per le rispettive comunità locali, delle quali costituiscono anche un’importante risorsa.
È in questa ottica che l’Amministrazione Comunale ha deciso di fare ricorso al decreto pubblicato nel BURL del 14 novembre scorso.
Non smetteremo mai di ringraziare il Comitato Pro Ospedale e gli operatori del presidio ospedaliero, che si sono impegnati in un’ottica di “collaborazione” per trovare soluzioni atte a garantire risposte ai bisogni dei cittadini, nonostante il momento di difficoltà”.

 

(3 febbraio 2012)

 

 


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