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Accoglienza e tutela dei rifugiati: il Comune di Acquapendente fa chiarezza sul progetto

L'Amministrazione risponde all'articolo pubblicato sulla stampa locale il 7 ottobre 

Il Comune di Acquapendente ha aderito, con delibera di giunta n. 144 del 25/07/2007, per l’anno 2008 al progetto “per servizi di accoglienza, di integrazione e di tutela dei rifugiati, beneficiari di protezione umanitaria e richiedenti asilo”, all’interno del protocollo d’intesa firmato dalla Provincia di Viterbo, l’ASL Distretto 3, l’ASL Distretto 4, il Comune di Viterbo, il Comune di Celleno, il Comune di Orte, il Comune di Bomarzo, il Comune di Bassano Romano, il Comune di Oriolo Romano, l’ARCI Nuova Associazione Comitato Provinciale di Viterbo e l’Associazione ARCI Solidarietà Viterbo.
In risposta ad un articolo pubblicato sulla stampa locale domenica 7 ottobre 2007 dal titolo “Preoccupa il progetto accoglienza”, il Comune di Acquapendente precisa che l’obiettivo di questo progetto, per il territorio aquesiano, prevede la disponibilità ad accogliere in 3 appartamenti un massimo di 15 beneficiari in nuclei familiari, a partire dal 1 gennaio 2008, di cui un nucleo di vittime di violenza e/o torture, se ne viene fatta richiesta.
Nell’articolo, che riporta l’interrogazione dei consiglieri di minoranza Rossana Santi e Carla Cerrini, si fa confusione tra quella che è la presenza di cittadini stranieri ad Acquapendente, che vivono nella cittadina con regolare permesso di soggiorno contribuendo allo sviluppo stesso della comunità in ogni suo aspetto, e l’adesione del Comune ad un progetto che ha come unico obiettivo l’accoglienza di soggetti destinatari di forme di protezione umanitaria e dei richiedenti asilo. 
Nella delibera di giunta, infatti, si fa riferimento all’art. 2 del decreto legislativo del 30 maggio 2005 n. 140 dove è specificato che il “«richiedente asilo» è lo straniero richiedente il riconoscimento dello status di rifugiato, ai sensi della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951, relativa allo status dei rifugiati, modificata dal protocollo di New York del 31 gennaio 1967, resa esecutiva in Italia con legge 24 luglio 1954, n. 722”.
La preoccupazione dei consiglieri Santi e Cerrini sulla presenza di popolazioni nomadi, come i Rom, non sussiste anzi trae in inganno e sviluppa inutili allarmismi nei cittadini aquesiani, proprio perché il progetto a cui ha aderito il Comune è tutt’altro, mettendo a disposizione i servizi di accoglienza, integrazione e tutela per i soggetti che ne fanno richiesta e rientrano nel profilo di “rifugiati, beneficiari di protezione umanitaria e richiedenti asilo”. 
La gestione del progetto, poi, non è associata solo al Comune di Oriolo Romano, che è una delle amministrazioni coinvolte nell’iniziativa.
Infine, l’Amministrazione aquesiana si meraviglia della preoccupazione fatta presente dai consiglieri Santi e Cerrini che tale progetto possa ledere la riqualificazione turistica di Acquapendente, quando invece la partecipazione ad una iniziativa umanitaria altro non fa che qualificare ulteriormente Acquapendente quale comune impegnato nella tutela dei diritti civili e nell’integrazione degli stranieri.

 

 

8 ottobre 2007

 


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