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Palazzo Vescovile

















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Con la distruzione della città di Castro e l'erezione della nuova diocesi di Acquapendente la città divenne sede vescovile e la bolla del 13 Novembre 1649 di Innocenzo X ne ufficializzò la costituzione.  La comunità, con il concorso delle confraternite, acquistò e offrì al vescovo il palazzo della famiglia Oliva.
La forma attuale è dovuta ai restauri effettuati alla fine del '600 e agli ampliamenti operati dal nella metà del '700. Nel portale principale di ingresso si può leggere la scritta ".ALFONSUS. ARCHIEPS. AMALF. S. D. N. PP. SACR. 1544" che ricorda appunto il primo proprietario del palazzo,
Un recente restauro della struttura ha consentito di destinarne una parte a Museo Civico Diocesano. Al primo piano del palazzo si trova, oltre all'appartamento vescovile, l’archivio  della curia, la biblioteca dell'ex seminario e diverse opere d'arte appartenenti a varie chiese.
A piano terra si possono visitare le vecchie carceri sulle cui pareti sono ancora legibili, graffite sul muro, le testimonianze lasciate dai condannati.
In altri locali del piano terra sono state ricavate delle sale per conferenze.

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