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Museo della Città

sala vulcano_museo civico.jpgIl Museo della Città si colloca nell’ambito urbano della via Francigena, con sede principale presso il Palazzo Vescovile costruito in seguito all’istituzione della nuova diocesi di Acquapendente da parte di Papa Innocenzo X, con la Bolla In supremo militantis Ecclesiae throno del 13 settembre 1649. La forma attuale del complesso edilizio, del quale è possibile visitare i sotterranei con le celle delle carceri pontificie, deriva da successive trasformazioni e ampliamenti avvenuti tra la fine del secolo XVII e la metà del XVIII. Il Museo occupa il piano primo con il Salone degli Stemmi e le sale dell’appartamento privato del vescovo con la cappella.

Il percorso espositivo si apre con la collezione diocesana, una raccolta eterogenea di opere tra cui si distinguono i dipinti su tela raffiguranti vescovi e prelati, testimoni diretti del legame con il territorio su cui insisteva la diocesi, rappresentato dagli scorci dei paesi dipinti sulle pareti della sala che li ospita. Al centro di questa prima sala troneggia il busto marmoreo di Innocenzo X, opera dello scultore seicentesco Alessandro Algardi. Il busto raffigura il pontefice che ordinò la distruzione di Castro aprendo la strada all’istituzione di Acquapendente a diocesi.

La raccolta dei paramenti sacri è costituita da parati risalenti ad un periodo compreso tra XVII e XX secolo. Notevoli le opere del periodo immediatamente successivo la fine della diocesi di Castro, testimonianza diretta, attraverso il pregio dei tessuti e degli stemmi collocati su pianete e piviali, dell’importanza rivestita da Acquapendente come sede vescovile.

La collezione comprende inoltre importanti dipinti su tavola: la lunetta con Cristo morto tra angeli (1505 ca.) opera di Girolamo di Benvenuto e la cinquecentesca Madonna con Bambino e San Giovannino di ambito toscano. Ultima tappa del percorso è la cappella nella quale si è cercato di ricostruire l’antico cerimoniale liturgico con l’esposizione del paliotto del vescovo Alessandro Fedeli (1690-1696) finemente ricamato in argento filato.

La collezione civica è costituita da una ricca raccolta di reperti ceramici, frutto di un’intensa attività di scavo incentrata sul territorio aquesiano, distribuiti cronologicamente in un arco di tempo che va dal tardo Medioevo fino al Novecento a testimonianza di un’attività produttiva ininterrotta per secoli.

Nella sezione distaccata del Museo della Città, presso la Torre Julia de Jacopo, è possibile ammirare una raccolta di oggetti rinvenuti nell’ex convento di Sant’Agostino, probabile deposito formatosi in seguito alle misure precauzionali adottate per arginare gli effetti della Peste Nera della metà del XIV secolo. Boccali, vascelli, catini si distinguono per una varietà di motivi decorativi che vanno dai più semplici elementi geometrici e vegetali agli stemmi delle casate nobiliari, alle iscrizioni e simbologie religiose.

Le collezioni ospitate all’interno del Palazzo Vescovile completano il quadro della produzione ceramica aquesiana che comprende anche gli interessanti oggetti, necessari alla lavorazione, di una fornace cinquecentesca rinvenuta nel giardino antistante il palazzo. I “butti” rinvenuti in quest’area hanno permesso di raccogliere reperti appartenenti ad un tipo di produzione “popolaresca”, ma anche altamente raffinata rappresentata dalle iconografie rinascimentali definite delle “belle donne” e dalle produzioni eseguite secondo flussi di varia provenienza tra cui Montelupo Fiorentino.

È attualmente in allestimento una terza sezione del Museo della Città, presso il piano terra dell’ex convento di San Francesco che ospiterà una raccolta di dipinti su tela e tavola provenienti dallo stesso convento francescano.

 

 

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