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I Prodotti Tipici

La cucina laziale è molto legata alla terra e grazie alla felice posizione geografica e al suo clima mediterraneo, ci regala una amplissima varietà di prodotti ottimi da mangiare e da bere.
La Riserva Naturale Monte Rufeno offre un viaggio nel gusto e nei piaceri della tavola nostrana alla scoperta delle specialità locali e dell'enogastronomia di qualità.

 

Biscotto di Sant'Antonio

biscotto sant’antonio.jpgIl Biscotto di Sant'Antonio è un pane dolce, a forma di grande treccia, ricavato attenendosi scrupolosamente a ricette antichissime tramandate oralmente di madre in figlia.

 

 

 

 

 

 

Imbriachelle

imbriachelle.jpgAlle festività natalizie del Comune di Acquapendente è legata la tradizione delle imbriachelle che devono il nome all'aggiunta nell'impasto di un buon bicchiere di vino.

 

 

 

 

 

 

Tozzetti Viterbesi

tozzetti viterbesi.jpgBiscotto di forma trapezoidale o di rombo a base di nocciole tostate. Si utilizzano nocciole della cultivar locale "Tonda gentile romana" prodotte nel viterbese che, grazie alle peculiarità organolettiche, valorizzano le produzioni dolciarie. I tozzetti sono sinonimo di festa solenne; in particolare si producono e si consumano durante il periodo natalizio e nei mesi invernali.

 

 

 

 

Miele di Monte Rufeno

miele monte rufeno.jpgIl miele di Monte Rufeno è un prodotto ottenuto all'interno della Riserva Naturale Monte Rufeno ed è stato classificato dall'Istituto Nazionale di Apicoltura di Bologna come "Miele Millefiori" (bosco e sottobosco). La distanza da grandi vie di comunicazione, da insediamenti industriali e da grossi centri urbani, rende il Miele di Monte Rufeno privo di agenti inquinanti.

 

 

 

 

Olio Extra Vergine d'Oliva Monte Rufeno

olio monte rufeno.jpgL'olio extra vergine d'oliva deriva dalla spremitura delle olive raccolte negli oliveti siti all'interno della Riserva Naturale Monte Rufeno. Gli appezzamenti si trovano distribuiti in vari punti dell'area protetta in prossimità di alcuni casali abitati fino agli anni 1950-1960 in zona collinare compresa tra i 400 ed i 600 metri sul livello del mare. La coltivazione rispecchia il disciplinare dell’agricoltura biologica fin del 1990. Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, questo prodotto presenta un aroma piuttosto marcato e un sapore pieno con retrogusto abbastanza piccante.

 

 

 

Cece del Solco Dritto di Valentano

cece valentano.jpgIl Cece del Solco Dritto è una leguminosa da granella destinata al consumo alimentare fresco ed è attualmente coltivato in un'area ristretta situata all'interno dei comuni di Valentano e Acquapendente. Questo legume deve il suo nome ad una manifestazione della tradizione contadina del comune di Valentano "la tiratura del solco dritto" che si svolge il 14 agosto di ogni anno.

 

 

 

 

Fagiolo del Purgatorio di Gradoli

fagiolo gradoli.jpgIl fagiolo del Purgatorio di Gradoli è un prodotto alimentare fresco, coltivato nel Comune omonimo (80%) ed attualmente anche in parte del territorio del Comune di Acquapendente (20%).

 

 

 

 

 

 

Fagiolo Giallo o della Stoppia

fagiolo giallo.jpgQuesto legume ha accompagnato da sempre l'alimentazione delle popolazioni residenti sul versante settentrionale del lago di Bolsena, in particolare quelle del comune di San Lorenzo Nuovo, per le quali costituiva la principale fonte di proteine vegetali.

 

 

 

 

 

Fagiolo Verdolino Aquesiano

fagiolo aquesiano.jpgIl fagiolo verdolino è un legume tradizionale dell'Alta Tuscia. Il seme di questo ecotipo locale viene riprodotto nelle poche aziende che ancora lo coltivano. Si semina nella prima quindicina di maggio e si raccoglie tra la metà di luglio e i primi di agosto. Il fagiolo verdolino ha forma globosa, colore grigio verde e dimensioni medie.

 

 

 

 

 

Lenticchia di Onano

lenticchia onano.jpgLa lenticchia di Onano è una leguminosa da granella destinata al consumo alimentare fresco, prodotta all'interno del Comune omonimo ed in un'area limitrofa ristretta avente le stesse caratteristiche geopedologiche. Questa coltivazione vanta un'antichissima tradizione e se ne trova riscontro già negli "Ordini, statuti, leggi municipali della comunità e popolo d'Onano" del 1561.

 

 

 

 

Orzo Perlato

orzo perlato.jpgQuesto prodotto è certificato da agricoltura biologica. L'orzo è una graminacea tra le più antiche piante coltivate ad uso alimentare, ed è specie rustica resistente più di ogni altro cereale alle carenze di coltivazione e stagionali.

 

 

 

 

 

 

Patata dell'Alto Viterbese

patata alto viterbese.jpgLa patata dell'Alto Viterbese è un ortofrutticolo destinato al consumo fresco che viene prodotto nella zona a Nord del Lago di Bolsena. L'area di produzione è delimitata geograficamente dai comuni di Grotte di Castro, S. Lorenzo Nuovo, Gradoli, Latera, Bolsena, Onano, Valentano ed Acquapendente.

 

 

 

 

 

Capocollo o Lonza

capocollo.jpgSalume di peso variabile da 1.2 a 2 kg che presenta colore interno rosso screziato bianco e forma cilindrica. Il processo di preparazione prevede la rifilatura del taglio, la salatura ed il condimento con sale, pepe, aglio ed eventualmente peperoncino e noce moscata.

 

 

 

 

 

Coppa Viterbese

coppa viterbese.jpgLa coppa viterbese, prodotta con il capo del maiale deriva da una tradizione pluricentenaria: viene infatti nominata già nel 1384 nello "Statuto dei macellari". Questo prodotto viene comunemente denominato "coppa" ma, per non confonderlo con l'insaccato prodotto in Italia settentrionale, ultimamente è chiamato anche "coppa di testa".

 

 

 

 

Coppiette di Suino

coppiette di suino.jpgSono costituite da carne magra di suino essiccata ad aromatizzata con peperoncino, semi di finocchio, sale, aglio, rosmarino e vino bianco. Per il prodotto finito, con la caratteristica forma a listarelle, vengono utilizzati tagli selezionati di spalla, di prosciutto, di muscoli addominali. Il colore delle listarelle varia da un rosso acceso a un marrone scuro; anche la loro grandezza è irregolare.

 

 

 

 

Guanciale

guanciale.jpgIl guanciale è costituito appunto dalla guancia del suino (ed ha forma triangolare); i suo colore è rosso, con screziature bianche o rosee, dovute allo strato adiposo. Generalmente, il periodo di produzione si estende per tutto l'anno, mentre le produzioni artigianali sono soltanto invernali. Il sapore è variabile, in base anche alla presenza di affumicatura.

 

 

 

 

Lombetto (o Lonza)

lombetto.jpgIl lombetto, chiamato anche lonzino, si ricava dai muscoli della zona dorsale inferiore a lombare del maiale. Questo prodotto è costituito da carne magra: i muscoli del maiale vengono infatti sgrassati e rifilati, in modo tale che si formi un cilindro di carne magra, che viene poi insaporito e speziato cospargendolo di aglio, sale e pepe; in seguito viene legato con uno spago.

 

 

 

 

Porchetta Viterbese

porchetta viterbese.jpgLa porchetta non è nient'altro che un maiale allevato allo stato brado cotto al forno. È importante il metodo di allevamento dell'animale, perché va a incidere sulla consistenza e sul sapore della carne. Prima della cottura, la carne viene pulita e spesso disossata, per poi essere condita con pepe, sale, aglio, finocchio; la cottura richiede dalle 6 alle 8 ore, e viene effettuati in forni a legna.

 

 

 

 

Prosciutto di Montagna della Tuscia

 

prosciutto montagna tuscia.jpgIl prosciutto della Tuscia viene definito "di montagna", con il termine che sta a indicare un prodotto tipico tradizionale, che si differenzia dal classico S. Daniele o dai prosciutti di Parma per la sua tendenza al salato anziché al dolce e per la sua carne asciutta. La coscia di suino proviene da animali allevati allo stato brado nei territori montani e nell'entroterra maremmano.

 

 

 

 

Salsicce Secche Aromatiche di Suino

 

salsicce secche.jpgLa salsiccia secca aromatica è ottenuta dalla lavorazione del magro del costato, e sulle rifilature di lonza, prosciutto e spalla. Questo prodotto è spesso aromatizzato con pepe, finocchio, aglio tritato e coriandolo. Ovviamente le parti della mistura variano di zona in zona. Il colore del prodotto è rosso scuro o chiaro con macchie bianche, la sua forma cilindrica, il suo peso variabile.

 

 

 

 

Salsicce Secche di Suino

 

salsicce secche.jpgLa salsiccia secca di suino deriva dalla lavorazione delle rifilature di lonza, spalla e prosciutto e dalla lavorazione del costato. Gli aromi maggiormente utilizzati per insaporire il prodotto sono rappresentati da peperoncino, aglio tritato, pepe, finocchio, noce moscata ecc.

 

 

 

 

 

Salsicce Sott'Olio o Sotto Strutto

 

salsicce sott’olio.jpgQuesto salume deriva dalla lavorazione delle rifilature di lonza, spalla e prosciutto e dalla lavorazione del costato. Gli aromi maggiormente utilizzati per insaporire il prodotto sono rappresentati da peperoncino, aglio tritato, pepe, finocchio, noce moscata ecc.

 

 

 

 

 

Spalle di Suino

 

spalle di suino.jpgQuesto è un prodotto tradizionale della provincia di Rieti. Per la sua lavorazione vengono impiegate le intere spalle del suino. Una volta macellate, vengono aromatizzate strofinandovi dell'aglio, e con del pepe poi inizia il periodo di stagionatura che, secondo la dimensione, varia dai 7 agli 11 mesi.

 

 

 

 

 

Zampetti

 

zampetti.jpgQuesto prodotto presente tradizionalmente nel Lazio, maggiormente nella provincia di Roma, viene preparato a base di carne proveniente dalla lavorazione e dalla cottura dello zampetto di suino. Il prodotto, che dopo la lavorazione viene raffreddato, salato e messo in vendita, qualche volta viene tagliato in striscioline.

 

 

 

 

 

Le Balze IGT Lazio Bianco

 

le balze.jpgQuesto vino, segnalato come Indicazione Geografica Tipica, è prodotto con uve raccolte in vigneti ubicati nel Comune di Acquapendente. I terreni di coltivazione sono d'origine per lo più argillosa, su terrazzamenti con muretti a secco tradizionali. I vigneti sono circondati quasi interamente da boschi di castagno.

 

 

 

 

 

Monterufeno IGT Lazio Rosso

 

monterufeno.jpgQuesto vino, segnalato come Indicazione Geografica Tipica, è prodotto con uve raccolte in vigneti ubicati nel Comune di Acquapendente. I terreni di coltivazione sono d'origine per lo più argillosa, su terrazzamenti con muretti a secco tradizionali. I vigneti sono circondati quasi interamente da boschi di castagno. Per il vino rosso "Monterufeno" IGT Lazio Rosso la vendemmia è tardiva; si colloca intorno alla seconda decade di ottobre. La gradazione si attesta intorno ai 13 gradi e si abbina bene con carni rosse, cacciagione e formaggi stagionati.

 

 

 

 

 

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