La Riserva Naturale Monte Rufeno si estende per 2892 ettari nel territorio del comune di Acquapendente, si trova internamente nel Lazio ma confina con l’Umbria e la Toscana. La Riserva è aperta tutti i giorni da un’ora prima dell’alba a un’ora dopo il tramonto. Si può accedere da sei diversi ingressi di cui 2 nella frazione più a nord, 2 nei pressi di Trevinano, 2 raggiungibili con la deviazione dalle S.S. Cassia nella zona del Ponte Gregoriano e gli ultimi 2 nella frazione di Torre Alfina. Gli autobus possono accedere dagli ingressi n°1 (Monaldesca) e n°4 (Casale Giardino). I sentieri della Riserva Naturale Monte Rufeno hanno gradi di difficoltà diversa, dal “molto facile” al “molto difficile”. Inoltre tutti sono dotati di idonea segnaletica, di indicazioni sulla lunghezza del sentiero, sulla difficoltà e sulla durata, il tutto identificato da un colore. Le stazioni sono i punti del percorso nei quali ci si ferma e si approfondisce, con l’aiuto della guida, la conoscenza di un particolare elemento di quell’ambiente. Le stazioni sono caratteristiche dei sentieri natura in quanto gli escursionistici non le hanno. Nei tempi di percorrenza sono comprese molte soste necessarie per osservare gli ambienti naturali. Sono più lunghi quindi delle normali escursioni. Alcuni sentieri durante il percorso offrono due itinerari alternativi, in genere uno dei due è una “scorciatoia” del percorso principale. Si effettuano su prenotazione visite guidate con interpretazione naturalistica lungo i sentieri dell’area protetta per gruppi di almeno 15 persone. Le escursioni possono avere durata di mezza giornata (fino a 4 ore) e di una giornata intera (fino a 8 ore).
Itinerari
Il Sentiero Natura del Fiore
Il Sentiero Natura del Fiore è la stazione esterna del Museo del Fiore ed è stato studiato per dare la possibilità di scoprire attraverso il contatto diretto con l'ambiente naturale:
• L'importanza dei fiori nel complesso mosaico della vita sulla terra e della vita dell'uomo attraverso i secoli;
• L'importanza della conservazione come bisogno (oggettivo) della natura e (bisogno soggettivo) dell'uomo.
• Le caratteristiche naturali e le peculiarità della Riserva Naturale Monte Rufeno.
Lungo il tragitto sono state individuate 22 stazioni, nelle quali è possibile riconoscere fenomeni naturali o peculiarità già descritte nel Museo. I disegni ed i testi esplicativi dei pannelli sono caratterizzati da un linguaggio semplice, comprensibile anche dai più piccoli, ma allo stesso tempo rigoroso, scientifico ed efficace. Alcune stazioni sono "arredate" con collezioni di tracce della vita naturale, soprattutto quelle poco visibili ad un occhio poco allenato o attento, come le borre dei rapaci notturni, gli aculei dell'istrice, le galle formate dagli insetti, le penne lasciate dagli uccelli ecc. Una stazione è dedicata interamente al vecchio mulino, con la descrizione delle sue attività e del rapporto uomo-natura. Altra originale stazione è senza dubbio l'arnia didattica: una struttura realizzata specificatamente per l'osservazione delle api in attività (ovviamente progettata per escludere eventuali seccature come le punture degli insetti). Le arnie hanno una parete trasparente, dove da un osservatorio sicuro si può seguire la complessa vita di questi grandi impollinatori. Attraverso questo viaggio nel Sentiero Natura impareremo a conoscere direttamente piante ed animali, a comprendere dei fenomeni biologici principali e le interazioni degli ecosistemi, lo studio della storia locale, la responsabilità dell'uomo nei confronti dell'ambiente.
Sentiero escursionistico "La Scialimata"
Questo sentiero prende il nome dalla presenza di un esteso fenomeno franoso denominato "scialimata" in dialetto locale ed è localizzato nel versante sud della Riserva Naturale Monte Rufeno presso la frazione di Torre Alfina. Da Torre Alfina nella zona degli impianti sportivi si segue la strada che conduce al Museo Naturalistico del Fiore. Fatti 200-300 metri sulla destra si incontra una sbarra dove ha inizio il sentiero. Lasciando la strada bianca s'incontra, fatte poche decine di metri, il Casale S.Antonio adibito a struttura ricettiva della Riserva. Sono evidenti le testimonianze del podere che qui esisteva fino a trent'anni fa: un vecchio uliveto, muretti a secco ed una piccola troscia dove ora vivono indisturbati tritoni, rane ed affascinanti invertebrati come notonette e ditiscidi. I rimboschimenti di Piano d'Aleppo e Pino marittimo che ora attraversiamo, occupano le aree un tempo coltivate; nelle radure che si incontrano lungo tutto il percorso si possono ammirare, in primavera, diverse specie di orchidee, tra le quali la comune Orchis Purpurea e la rara Ophrys insectifera. Quando si comincia a scendere il panorama si apre spaziando dal castello di Torre Alfina alla boscosa valle del Paglia che culmina nel Monte Rufeno. Un buon punto di osservazione, anche per gli animali, è costituito dalla Lama Grande, una lunga lingua franosa in movimento colonizzata da arbusteti, tra cui spicca la ginestra. Il sentiero è creato per coloro che amano camminare e trascorrere una giornata all'aria aperta, in un ambiente naturale suggestivo come un bosco. Per molti sarà un esperienza interessante che potrà suscitare emozioni sconosciute. Sarà possibile scoprire colori, suoni ed odori nuovi. Il visitatore potrà approfondire la conoscenza di ciò che lo circonda: piante ed animali incontrati lungo il percorso spesso rilevabili tramite le tracce, il paesaggio e le vecchie testimonianze del lavoro umano (carbonaie, vecchi oliveti). Il sentiero escursionistico "La scialimata" è suddiviso in tre anelli. L'anello più grande, percorso A, è classificabile medio-difficile e sono necessarie cinque ore per percorrere i 9.5 Km del percorso comprese le soste per apprezzare la natura che ci circonda. L'anello alto, percorso B, è classificabile come medio-facile, ha una lunghezza di 3.1 Km e sono necessarie per percorrerlo circa 2 ore. Dal Museo Naturalistico del Fiore è possibile percorrere una variante ad anello del percorso A (Km 3), coincidente con un sentiero natura.
Informazioni
Interessante per: ambiente acquatico, bosco di querce, casali, panorama.
Ingresso Riserva: N°4
Percorso A
Paletto segna-via: bianco con riferimento blu
Difficoltà: medio-difficile
Lunghezza: Km 9,5 (circa 6 ore)
Percorso B
Paletto segna-via: bianco con riferimento giallo
Difficoltà: medio-facile
Lunghezza: Km 3,1 (circa 2 ore)
Sentiero escursionistico "Monte Rufeno"
Il sentiero escursionistico "Monte Rufeno" attraversa tre associazioni vegetali presenti all'interno della Riserva Naturale: il bosco misto di cerro e roverella, il bosco ceduo di castgano, le pinete. Il bosco misto di quercia associata al carpino, orniello, olmo ed acero ci accompagna nel tratto iniziale del sentiero dove è possibile notare, incuneata tra due pareti erose dall'acqua, una piccola cascata di particolare bellezza che ha dato origine a delle formazioni di travertino. Nella parte centrale, il sentiero attraversa un bosco di castagno alla fine del quale si erge maestoso il castagno più vecchio della Riserva, notevole esempio di longevità. Il sentiero è creato per coloro che amano camminare e trascorrere parte di una giornata all'aria aperta, circondati dal verde di un bosco. Per molti sarà un'esperienza interessante, che potrà suscitare emozioni sconosciute. Per chi vive in Città sarà possibile scoprire colori, suoni e odori nuovi. Vedere con occhi diversi la natura, inseguire con lo sguardo il volo dei falchi nell'azzurro cielo, udire il rumore degli animali che corrono nel sottobosco e tante altre sensazioni potrà provare il visitatore. Il sentiero escursionistico inizia nei pressi del casale Felceto e si snoda all'interno della Riserva Naturale per circa 3.5 Km. L'itinerario è segnalato da appositi paletti a testa gialla, coloro che contraddistingue il sentiero.
Informazioni
Interessante per: bosco di querce, bosco di castagni, panorama, casali e tradizioni.
Ingresso Riserva: N°3
Paletto segna-via: giallo
Difficoltà: medio-facile
Lunghezza: Km 3,5 (circa 3 ore)
Sentiero escursionistico "Acquachiara"
Il sentiero naturalistico "Acquachiara" ha assunto tale denominazione perché si snoda nella zona del torrente omonimo e per alcuni tratti costeggia le sue sponde. Questo corso d'acqua costituisce l'interesse maggiore del percorso: ciò è dovuto alla purezza delle sue acque e alla bellezza del paesaggio che lo circonda, selvaggio ed ancora incontaminato. Come ogni sentiero è realizzato per gli amici della natura, destinato alle persone a cui piace fare lunghe camminate all'aria aperta, lontano dai rumori, in perfetta tranquillità. L'escursionista potrà approfondire la conoscenza di ciò che lo circonda: piante ed animali incontrati lungo il percorso, rocce affioranti dal terreno, vecchie tracce del lavoro umano (carbonaie, campi rimboschiti, vigne incolte, oliveti). Lungo il sentiero Acquachiara si incontrano otto di queste costruzioni, tipici esempi di storia contadina, realizzati con pietre del luogo e mattoni. Essi furono abbandonati in quest'ultimo ventennio, perché la terra povera ed argillosa rendeva estremamente dura e faticosa la vita. Dall'alba al tramonto, impegnati in un'agricoltura di sussistenza, i mezzadri preferirono lasciare la terra e scendere ad abitare nei vicini paesi o emigrare più lontano, impegnati in altre attività, spezzando le radici che per generazioni li avevano tenuti legati a queste colline. Il sentiero escursionistico, poiché presenta forti pendenze, è classificato come difficile. L'itinerario è segnalato da appositi paletti a testa azzurra, colore che contraddistingue questo percorso.
Informazioni
Interessante per: ambiente acquatico, bosco di querce, panorama, casali, impegno fisico.
Ingresso Riserva: N°2
Paletto segna-via: blu
Difficoltà: medio-difficile
Lunghezza: Km 9,5 (circa 6 ore)
Sentiero escursionistico equestre "La Fonte"
Il sentiero attraversa due tipi principali di ambiente: il bosco di cerro e roverella (ceduato fino a non molti anni fa) e le pinete di rimboschimento, che si trovano intorno ai casali e nelle aree un tempo coltivate o destinate al pascolo. E' destinato ai visitatori che amano escursioni brevi e facili. Può essere percorso da chiunque senza limiti di età o d'impegno, partendo dal ristorante-albergo "La Monaldesca". A differenza degli altri sentieri presenti all'interno della Riserva Naturale Monte Rufeno, il sentiero "La Fonte" può essere percorso anche dagli appassionati delle gite a cavallo. Accanto ad esso, infatti, si trova il maneggio (che attualmente è gestito dalla Cooperativa Radici). Basterà semplicemente noleggiare un cavallo per trascorrere in sella, dei momenti piacevoli. Il sentiero che si snoda per circa 3 Km nel lembo settentrionale del Lazio, è segnalato da appositi paletti con testa color rosa. Il percorso non presenta forti pendenze, tranne nel tratto finale nei pressi del ristorante-albergo "La Monaldesca". Lungo il percorso si possono osservare tre casali che un tempo ospitavano altrettante famiglie contadine. Tali fabbricati rispondono al nome di: Monaldesca (casale ristrutturato ed adibito a scopo turistico-ricettivo), Santa Maddalena e Poder Vecchio , oramai ridotti a rudere per l'abbandono e l'incuria che risale oramai a vari decenni, Palombaro ove sorge il centro turistico equestre che verrà destinato a foresteria.
Informazioni
Interessante per: bosco di querce, casali, visita al maneggio, vicinanza al casale Monaldesca.
Ingresso Riserva: N°1
Paletto segna-via: rosa
Difficoltà: facile
Lunghezza: Km 3 (circa 1,5 ore)
Sentiero ciclabile CoppiÈ l’itinerario più lungo, adatto ai ciclisti più allenati, caratterizzato da tratti in salita impegnativi, con qualche passaggio tecnico. Questo itinerario offre la possibilità di percorrereun ampio anello che abbraccia gran parte del territorio della Riserva. Il sentiero inizia in prossimità del Ponte Gregoriano da cui, seguendo le indicazioni, si arriva all’interno dell’area protetta.
Seguendo le indicazioni si raggiunge il cancello, in località Marzapalo, che introduce all’area protetta. Da qui la salita si fa dura e si procede immersi in un bosco di cerro. Superato un rettilineo si giunge ad un bivio da cui si prosegue verso Tigna-Macchione. Si torna a pedalare lungo una salita che impegna fino al casale Sambucheto e prima di giungere al punto di partenza si tocca la graziosa chiesetta da Sant’Angelo.
Informazioni
Tempo di percorrenza: 4,5 ore
Difficoltà: impegativo
Sentiero ciclabile Girardengo
È il più breve tra quelli presenti, poco impegnativo e quindi adatto a tutti. Di forte interesse naturalistico, si snoda per gran parte all’interno dell’area protetta. Si parte dal casale Monaldesca e si percorre la S.P. verso Trevinano. Dopo un tratto panoramico di circa 3km si giunge al cuore verde della Riserva fino al guado del torrente Tirolle da dove comincia l’ascesa verso altri casali. Lungo il percorso si incontrano lunghi tratti rettilinei fiancheggiati da bosco di cerro e rimboscamenti di conifere. Superata la sbarra che delimita la Riserva e il territorio umbro, si arriva alla Riserva Naturale Selva di Meana da cui si ritorna al punto di partenza.
Informazioni
Tempo di percorrenza: 2,5 ore
Difficoltà: madio-facile
Sentiero ciclabile Bartali
È un itinerario di media lunghezza, adatto ai ciclisti abbastanza allenati, caratterizzato da un tratto in salita piuttosto impegnativo. Si parte dal Ponte Gregoriano per arrivare al podere Rogheta e all’ingresso n° 2. Un folto bosco di castagni ombreggia il sentiero che conduce verso il casale Felceto. Procedendo sul Sentiero dei Briganti, si arriva presso l’aria dimostrativa delle carbonaie. Supereto il cancello n° 3 voltando a destra si ritorna al punto di partenza.
Informazioni
Tempo di percorrenza: 3 ore
Difficoltà: medio
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