Ambiente

7 anni fa l’esondazione del fiume Paglia. Il Sindaco scrive al Ministro delle Infrastrutture

Il 12 novembre 2012 l’esondazione del fiume Paglia provocò ad Orvieto una grave alluvione e sul nostro territorio la piena distrusse il ponte pedonale ricostruito sulle rovine dello storico ponte Cahen.

A sette anni da quella data nulla è stato fatto per prevenire altre esondazioni ed altri danni.

Il regime del fiume rappresenta ancora un pericolo, anche in considerazione delle variazioni meteorologiche causate dai cambiamenti climatici.

Dopo quella data si riaprì la discussione su come intervenire per limitare il rischio idrogeologico.

Ci fu chi incautamente ripropose un vecchio progetto per costruire una grande diga sul Paglia, proposta che il nostro Comune ha sempre contrastato per il suo impatto ambientale in una zona di grande valore ambientale e paesaggistico.

Parallelamente, attraverso il Contratto di Fiume, a cui partecipano tutti gli enti della parte laziale ed umbra del bacino del Paglia, è stata formulata un’ipotesi alternativa che risolve la problematica idrogeologica con una serie di interventi più piccoli e di minore impatto.

Noi sosteniamo questa proposta, che alcuni mesi fa ha già avuto l’apprezzamento del Ministero delle Infrastrutture.

Il Sindaco di Acquapendente, nell’ambito di una iniziativa congiunta dei partecipanti al Contratto di Fiume, ha inviato una lettera al Ministro, che si riporta integralmente.

Al Ministro delle Infrastrutture
On. Dott.ssa Paola De Micheli

Oggetto: Sistema di invasi diretto a mitigare il rischio idrogeologico del fiume Paglia

Gentilissima On. Dott.ssa Paola De Micheli,

sono trascorsi ormai quasi quattro mesi dal Comunicato Stampa Ufficiale del Ministero delle Infrastrutture del 10 luglio 2019 dove si annunciava l’avvio della procedura di dibattito pubblico su un sistema di invasi diretto a mitigare il rischio idrogeologico del fiume Paglia.

Le chiedo pochi minuti per rileggere alcuni frammenti di quel comunicato ufficiale:

Si tratta della prima volta che in Italia trova applicazione la nuova normativa sul “débat public”, previsto dal codice degli appalti, sulla realizzazione di invasi.

Lo studio di fattibilità tecnico economica sull’opera è stato finanziato per 2,4 milioni di euro dal primo stralcio del Piano nazionale invasi, e permetterà ai Comuni e ai cittadini interessati dall’intervento di valutare le diverse opzioni possibili, compresa quella di non attuare nessuna iniziativa se il costo ambientale dovesse risultare più elevato dei benefici previsti.

Il processo di dibattito pubblico su questa iniziativa è iniziato proprio oggi con un workshop ad Orvieto che ha permesso di mettere in luce le diverse esigenze della popolazione e degli addetti ai lavori, comprese quelle che riguardano la sicurezza del territorio, la qualità delle acque e lo sviluppo locale.

Il sistema di invasi che sarà oggetto dello studio di fattibilità sarà infatti destinato ad una pluralità di usi comprendenti la mitigazione del rischio idrogeologico, l’approvvigionamento di risorsa idrica in caso di siccità, le misure per conservare la qualità naturalistica dell’asta fluviale e della biodiversità nonché la produzione di energia idroelettrica a favore del territorio interessato dall’opera.

Beneficiaria del finanziamento è l’Autorità di bacino dell’Appennino centrale, ente pubblico in grado di contemperare i diversi interessi, compresi quelli delle popolazioni e degli stakeholders coinvolti e delle amministrazioni che, a diverso titolo e livello, dovranno intervenire sul progetto: il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, le Regioni Toscana, Umbria, Lazio, i 16 Comuni del bacino del Paglia. Alla base dell’avvio del percorso di dibattito pubblico è stato preso in considerazione l’esito del processo di concertazione già avviato dal Contratto di Fiume per il Paglia il cui comune capofila è la città di Orvieto che ha ospitato l’evento di oggi”.

Questo progetto, a differenza di quello precedentemente prospettato che prevedeva la realizzazione di un’unica diga sul fiume Paglia, di notevole impatto ambientale su un territorio di grande valenza naturalistica e paesaggistica, riscuote il consenso degli enti locali e della popolazione e con minori costi risolve il problema del rischio idrogeologico, oltre a determinare gli altri vantaggi riconosciuti.

Vorremmo perciò conoscere le intenzioni del Governo di cui fa parte in merito all’iniziativa, sollecitando la sua realizzazione.

In seguito ai cambiamenti climatici le precipitazioni meteorologiche sono diventate più minacciose e già in passato le piene del fiume hanno determinato allagamenti, soprattutto sul territorio del medio e basso bacino.

Il fiume Paglia poi è uno dei principali affluenti del Tevere e la mancata regimentazione delle sue acque pone problemi idrogeologici anche più a valle, fino a coinvolgere la stessa città di Roma.

Per queste ragioni crediamo che la realizzazione di queste opere rivesta caratteristiche di urgenza, oltre che di necessità, e per questo Le chiedo una sua cortese risposta.

Con i migliori saluti,
Il Sindaco di Acquapendente
Dott. Angelo Ghinassi

Il Comune di Acquapendente dichiara l’emergenza climatica

Dopo la lettera inviata al Sindaco da Francesco Barberini, la delibera presa dal Consiglio dei Giovani il 10 settembre e la discussione avvenuta nella Commissione Ambiente, nella seduta del 18 ottobre 2019 il Consiglio Comunale di Acquapendente ha deliberato, con consenso unanime, la Dichiarazione di emergenza climatica ed ambientale.

La Dichiarazione non è un atto puramente formale ma contiene una serie di impegni che si dovranno concretizzare nell’attività amministrativa.

Questo il testo della Dichiarazione:

PREMESSO CHE
– Il 15 marzo e il 24 maggio 2019 si è tenuto lo Sciopero Globale per il Futuro, giornata di mobilitazione mondiale contro i cambiamenti climatici, promossa dal movimento Fridays For Future, che ha visto la mobilitazione di milioni di persone nel mondo.
– I Governi non hanno fatto e non stanno facendo abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici in corso, mentre questi dovrebbero essere la priorità dell’agenda politica delle istituzioni che governano questo Paese.
– Per riconvertire ecologicamente la nostra economia occorre la partecipazione di tutti.
– Ognuno di noi deve accettare di modificare alcune abitudini per non doverle poi modificare tutte, perché i cambiamenti climatici, se non debitamente affrontati, porteranno ad un mondo poco ospitale per l’uomo.
– Dobbiamo attenerci al concetto di Giustizia Climatica, partendo dal paradosso che i Paesi più colpiti da catastrofi ambientali siano quelli in via di sviluppo, mentre le energie fossili sono state consumate principalmente dalle nazioni industrializzate e che queste ultime ora devono contribuire ad aiutare i Paesi più poveri.

CONSIDERATO CHE
– L’Accordo di Parigi del 2015 sul clima, sottoscritto da 192 Nazioni tra cui l’Italia, impegna gli Enti Territoriali a porre in essere tutte le misure per contrastare il surriscaldamento del Pianeta ed in particolare a:
1) intensificare i loro sforzi e sostenere le iniziative volte a ridurre le emissioni;
2) costruire resilienza e ridurre la vulnerabilità agli effetti negativi dei cambiamenti climatici.
– Senza azioni immediate, concrete e risolutive, le emissioni di CO2 e degli altri gas climalteranti provocheranno un aumento della temperatura globale superiore ai 3 gradi centigradi entro il 2100, con effetti devastanti sull’ecosistema terrestre e sulla specie umana.

VISTO
– L’ultimo rapporto dell’IPCC (intergovernment Panel of Climate Change) secondo cui l’umanità ha tempo solo fino al 2030 per limitare l’incremento – pur sempre dannoso – di temperatura a 1,5 gradi, ed evitare danni irreversibili al pianeta.

DATO ATTO CHE
– Il Comune di Acquapendente già lavora con efficacia in questa direzione attraverso:
1) La raccolta differenziata dei rifiuti urbani che ha raggiunto il 72% nell’anno 2018
2) L’avvio del progetto per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici
3) L’avvio sperimentale del divieto dell’uso di plastica usa e getta nelle manifestazioni pubbliche
4) La predisposizione e realizzazione di progetti di efficientamento energetico degli edifici comunali
5) La predisposizione e realizzazione del progetto di riqualificazione e ottimizzazione della pubblica illuminazione dell’intero territorio comunale

ALTRESÌ RICONOSCIUTO CHE
– Per limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi è necessaria (come ci chiedono gli scienziati) una riduzione delle emissioni molto maggiore a quella oggi prevista (meno 45% di emissioni di CO2 al 2030 e zero emissioni al 2050).

IMPEGNA IL SINDACO
– A dichiarare lo Stato di Emergenza Climatica e Ambientale

E IMPEGNA LA GIUNTA
– A predisporre entro 6 mesi iniziative che vadano nella direzione delle considerazioni fatte sopra, in particolare per:
1) Adesione al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia
2) Redazione del PAESC (Piano d’azione energia e clima) per lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili e per la riduzione di emissioni di CO2
3) Ulteriore miglioramento della raccolta differenziata (obiettivo di breve-medio periodo 80%)
4) Incentivazione all’uso di auto elettriche (parcheggi gratuiti e riservati nel centro storico, circolazione nelle zone ZTL, ecc.)
5) Eliminazione totale della plastica usa e getta nell’ambito delle manifestazioni pubbliche
6) Piantare un albero per ogni bambino che nasce
7) Piano per incentivare il risparmio energetico nei settori della pianificazione urbana, nella mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento
8) Graduale sostituzione dei mezzi scuolabus con veicoli elettrici o a metano

IL SINDACO, LA GIUNTA E IL CONSIGLIO SI IMPEGNANO POI
– A intensificare il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni nel processo di individuazione delle criticità ambientali e nella loro risoluzione
– A farsi parte attiva presso il Governo e la Regione perché prendano provvedimenti analoghi.

A cosa è dovuto l’aumento della TARI

L’aumento delle TARI (tassa sui rifiuti) non dipende dalla volontà dell’Amministrazione Comunale.

A differenza dell’IMU o dell’Addizionale Irpef, che sono modulabili sulla base di scelte amministrative (che il nostro Comune non ha modificato), la TARI è determinata solo dai costi di gestione, che devono essere per legge interamente coperti dalle bollette pagate dai cittadini.

Allora a cosa è dovuto l’aumento?
Principalmente a due fatti che hanno aggravato i costi:

  1. Negli ultimi anni c’è stato un contenzioso tra Ecologia Viterbo Srl, che gestisce l’impianto dove vanno conferiti i rifiuti, e la Regione Lazio, in merito alle tariffe da applicare.
    Alla fine il TAR ha dato ragione ad Ecologia Viterbo e di conseguenza la Regione Lazio ha dovuto disporre l’aumento delle tariffe di conferimento dei rifiuti, comunicandolo ai Comuni con determinazione del 05/09/2018.
    C’è stato così un aumento per il conferimento da 130 a 165 euro a tonnellata.
  2. In seguito all’indisponibilità degli impianti gestiti da SienAmbiente i rifiuti organici vengono conferiti a Lodi, presso l’impianto della Ecolgest, con un costo di 76 euro a tonnellata. L’aggravio è determinato dai maggiori costi di trasporto.

Ciò è avvenuto per tutti i Comuni che aderiscono al servizio intercomunale di gestione dei rifiuti della Comunità Montana Alta Tuscia, ma in modo più generalizzato per tutto il territorio provinciale.

Il miglioramento della raccolta differenziata ha diminuito la quantità di rifiuti indifferenziati ma il risparmio è stato vanificato dal consistente aumento del costo di conferimento.
Perciò continuare a differenziare ha ancora un senso, anche in termini economici.
Con tariffe di conferimento così alte per l’indifferenziato non differenziare i rifiuti aggraverebbe ancora di più la tassazione.

Se poi la Comunità Montana riuscisse in tempi brevi a realizzare l’impianto di compostaggio intercomunale che ha in programma, la frazione organica non sarebbe trasferita a centinaia di chilometri e avremmo la possibilità finalmente di vedere scendere gli importi della TARI per tutti i cittadini.


Chiusura temporanea dell’Isola Ecologica per lavori di adeguamento

Dal giorno 17 giugno 2019 l’isola ecologica nei pressi del cimitero resterà chiusa per lavori di ampliamento e di miglioramento dell’ecocentro.
Si stima che la durata dei lavori sarà di circa 60 giorni ma contiamo di finire prima.
Durante questo periodo il conferimento degli sfalci e delle potature potrà comunque essere effettuato presso un apposito carrabile posizionato presso le officine comunali in via M.G. Cutuli.
Per quanto riguarda lo smaltimento degli ingombranti e dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche si confida nella fattiva collaborazione della popolazione, in modo da evitare conferimenti in questo periodo ed attendere la riapertura dell’isola ecologica.
Il disagio dei prossimi due mesi sarà poi ripagato da un ecocentro più grande e meglio organizzato, perfettamente rispondente alle normative, di più facile accessibilità e con un ambiente più controllato e più decoroso.
Ci scusiamo per gli inconvenienti dovuti alla temporanea chiusura ma i lavori sono necessari ed improrogabili e la soluzione adottata sarà definitiva, in modo da non arrecare più in futuro interruzioni al servizio.
Il Sindaco
Angelo Ghinassi

Forum annuale della Carta Europea del Turismo Sostenibile della Riserva Naturale Monte Rufeno

Continua nel segno della sostenibilità e della maggiore qualità dei servizi offerti a cittadini e visitatori la collaborazione tra la Riserva Naturale e gli operatori CETS.

Martedì 19 marzo 2019, presso la Sala Chico Mendes, alle ore 15.30, si svolgerà il Forum annuale degli attori partner della CETS della Riserva Naturale Monte Rufeno.

L’ordine del giorno di massima prevede:

  • Introduzione e saluti del Direttore della Riserva e dell’Amministrazione Comunale di Acquapendente
  • Dove eravamo, dove siamo. L’andamento generale delle azioni CETS nel 2018
  • Le nuove azioni CETS per il 2019
  • Introduzione alla CETS parte 2° (saranno presenti i referenti di FederParchi che hanno già valutato positivamente il “Sistema di Adesione Locale” da noi presentato)
  • Momento collettivo di valutazione e confronto

Gli attori già aderenti alla Carta ma anche tutti gli interessati sono invitati a partecipare

Gli investimenti previsti da Talete sono necessari ma non graveranno sui più bisognosi

I 34 milioni di euro previsti da Talete per investimenti infrastrutturali sono obbligatori e necessari per garantire il diritto all’acqua, non solo in termini di disponibilità ma anche di qualità e di costo.

Ritengo che l’acqua rappresenti un bene essenziale a cui corrisponde un diritto fondamentale delle persone ed è una risorsa universale scarsa da sottrarre a logiche di mercato.

Ad oggi si tratta di un servizio pubblico di rilevanza economica e, come tale, sottoposto a tariffa sulla quale, secondo il principio del full cost recovery, devono essere caricati integralmente i costi di gestione, investimenti compresi.

Sino a quando tali costi non saranno spostati dalla bolletta alla fiscalità generale, e quindi in proporzione alla capacità contributiva del singolo cittadino, saranno sempre gli utenti a pagare. Gli amministratori però devono affrontare, al di là delle dichiarazioni di principio, i problemi nella loro concretezza.

Il problema è in primo luogo garantire una fornitura regolare e sicura sotto l’aspetto igienico-sanitario, ma anche limitarne l’imponente dispersione e per questo il servizio idrico integrato ha bisogno di interventi non più rimandabili.

La decisione di aumentare le tariffe, quindi, non è stata presa a cuor leggero, ma con l’obiettivo di intervenire seriamente su inefficienza e sprechi, al fine di ridurre in prospettiva il costo dell’acqua e tutelare l’ambiente.

La Talete è una società nata male, su logiche più spartitorie che gestionali, e questo ha prodotto un danno che ancora paghiamo, ma va riconosciuto all’attuale management un cambio di rotta rispetto al passato che ha portato dei miglioramenti. Comunque ad oggi è questo il gestore e nessuno ha una soluzione alternativa pronta. I singoli Comuni non sono in grado da soli di affrontare gli investimenti necessari, che comunque in ogni caso ricadrebbero sui cittadini.

Ad esempio, l’inquinamento da arsenico deriva da cause naturali e non è un fatto recente, ma precedente all’attuale sistema di gestione. Fino a quando vogliamo continuare a compromettere la salute delle nostre popolazioni? Per le dimensioni del problema da questa situazione si esce tutti insieme, con uno spirito solidaristico di collaborazione.

Si calcola che il 7,6% di aumento mediamente graverà sulle bollette per circa 15/20 euro all’anno e non ne siamo certo felici. Se questo però consentirà di migliorare la qualità dell’acqua e la sua gestione, diminuendo i costi in futuro, può essere un investimento utile.

Non ci rimane che vigilare sull’efficacia di questa misura e minimizzare l’impatto sulle famiglie più bisognose. Sul bilancio comunale di previsione 2019, in aggiunta agli aiuti già esistenti, faremo in modo di sostenere i cittadini, contribuendo a questa maggiore spesa.

Noi rimaniamo convinti della validità del principio della gestione integrata pubblica. Se poi cambierà la legge, favorendo una migliore gestione delle acque, più partecipata e con minori oneri per i cittadini, non saremo certo noi a difendere un sistema di gestione che ha evidenziato tutti i suoi limiti, ma per essere all’altezza dei problemi bisogna guardare avanti, non indietro.

Angelo Ghinassi
Sindaco di Acquapendente

 

Proseguono gli incontri per il Contratto di Fiume

Nel pomeriggio di ieri lunedì 17 dicembre, presso la sede del Comune di Orvieto, si sono riuniti i Sindaci del territorio della Regione Lazio, Il sindaco del Comune di Orvieto Capofila del Contratto di Fiume per Il Paglia e i referenti del gruppo di lavoro con il Coordinamento di Alta Scuola, per dare seguito a quando previsto in prosecuzione del summit del 6 dicembre con l’ Autorità di Distretto dell’ Appennino Centrale.

Erano presenti Giuseppe Germani, Sindaco di Orvieto, Angelo Ghinassi Sindaco di Acquapendente Cinzia Pellegrini, Sindaco di Proceno, Endro Martini Presidente di Alta Scuola che Coordina il Tavolo Sicurezza Idraulica – idrogeologica e il percorso del Contratto di Fiume per il Paglia, Angelo Mario Mazzi componete del CdA di Alta Scuola, Filippo Belisario WWF Orvieto, che coordina il Tavolo Qualità ambientale: Luca Sabatini di Confindustria Umbria che coordina il tavolo Sviluppo socio economico sostenibile e Enrico Petrangeli – Paglia Bene Comune, che coordina il Tavolo Fruizione.

Nel corso della riunione è stata comunicata ufficialmente l’avvenuta adesione formale al Contratto di Fiume per il Paglia da parte dei due Comuni Laziali, che hanno deliberato in tal senso attraverso il loro organi istituzionali, e la disponibilità della regione Toscana ad entrare nel Contratto di Fiume a seguito di recenti incontri informali tenuti con il Comune di Orvieto.

E’ stata ribadita dai presenti l’assoluta necessità che le istituzioni che devono assumere decisioni strategiche e rilevanti per il futuro di questo territorio, effettuino per il bacino del Paglia scelte condivise con gli enti locali e con gli stakeholder portatori di interessi, nel rispetto delle vocazioni ambientali e di sviluppo verso cui l’intera l’area è da tempo proiettata.

Il Contratto di Fiume per il Paglia, che già è stato preso a riferimento per un progetto Europeo sostenuto dal Ministero degli Esteri Italiano, di scambio di buone pratiche tra l’ Italia e la Repubblica di Moldavia, con l’adesione dei Comuni Laziali e la prossima presenza dei Comuni Toscani, hanno affermato i Sindaci presenti, costituisce ora il luogo privilegiato delle analisi di base e della concertazione sia per le decisioni strategiche di mitigazione del rischio idrogeologico da assumere che di gestione delle risorse idriche da attuare e, per la ricerca di ulteriori implementazioni alle soluzioni di sviluppo locale, attraverso la partecipazione già attivata con il Cdf e le tecniche di facilitazione utilizzate, per incrementare quel dialogo sociale già consigliato anche nelle linee guida per il contrasto al dissesto di #italiasicura.

Peraltro, hanno continuato i Sindaci, anche il tema dell’ inquinamento da mercurio, già analizzato dalle ARPA delle tre Regioni, non può che essere trattato alla scala dell’intero bacino idrografico, per i risvolti ambientali e di tutela della salute che presenta.

Al termine dell’incontro è stata programmata la stesura di una prima bozza di un “Piano d’ Azione” del Contratto di Fiume per il territorio Umbro Laziale, comprensivo di misure strutturali e non strutturali, che il gruppo di lavoro redigerà unitamente ai due Comuni di Acquapendente e di Proceno, sulla base del rapporto intermedio del CdF già approvato, opportunamente integrato con le criticità e le opportunità dei territori dei due Comuni citati, da verificare congiuntamente in un incontro già programmato per la metà del mese di gennaio 2019.

Delibera di adesione del Comune di Acquapendente

Sul fiume Paglia ogni decisione sarà concordata e non serve una diga

Nella riunione tenutasi presso il Municipio di Orvieto lo scorso 6 dicembre si è parlato delle problematiche riguardanti il bacino del Paglia e si è fatta chiarezza circa le recenti voci che avevano riportato all’attualità l’ipotesi di realizzare uno sbarramento sul fiume all’altezza di Torre Alfina.

All’incontro, convocato dal Sindaco di Orvieto Giuseppe Germani, erano presenti Erasmo D’Angelis, Segretario generale dell’Autorità di Distretto dell’ Appennino Centrale, accompagnato dal Dirigente dell’Ufficio Studi e Documentazione Remo Pelillo e dal Dott. Mauro Grassi, già direttore di italiasicura, la Regione Umbria con il Direttore Generale Alfiero Moretti e il Responsabile del Servizio Protezione Civile Borislav Vujovic, i Sindaci dei Comuni Umbri della Valle del Paglia ( Allerona, Porano, Castel Viscardo ecc.), il Sindaco di Acquapendente Angelo Ghinassi e il Sindaco di Proceno Cinzia Pellegrini, accompagnati da un rappresentante del Consorzio Val di Paglia Superiore e Endro Martini Presidente di Alta Scuola che Coordina il percorso del Contratto di Fiume per il Paglia.

L’incontro, protrattosi per oltre due ore, ha consentito di sgombrare il campo da notizie recentemente diffuse sull’affidamento del compito di mitigare le piene ad una sola grande opera, la diga di cui ogni tanto incautamente si parla.

Grazie allo stato di avanzamento del percorso di Contratto di Fiume per il Paglia, si sono invece poste le basi per avviare un processo di copianificazione integrata e di progettazione, avvalendosi di analisi aggiornate su dati affidabili, per arrivare ad un progetto di fattibilità tecnica ed economica che individui, tra più soluzioni, quelle che presentano il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e alle prestazioni da fornire alla scala dell’intero bacino del Paglia, garantendo salvaguardia per gli ecosistemi, tutela dei valori paesaggistici, trasparenza nella partecipazione di tutti i soggetti interessati e continuità al dibattito pubblico già avviato con il Contratto di Fiume.

Il bacino del Paglia è senz’altro un ambito territoriale su cui intervenire dal punto di vista idraulico, non solo per la mitigazione di piene devastanti, dovute al regime torrentizio dell’asta fluviale, ma anche per il problema della siccità, del disinquinamento e della tutela attiva con finalità di sviluppo.

È un problema non più rimandabile ma da affrontare nella sua complessità, con soluzioni appropriate e sostenibili.

Un prossimo incontro è già in programma per il mese di gennaio 2019, con la presenza delle tre Regioni interessate (Umbria, Lazio e Toscana) e dei Ministeri competenti.

Il Comune di Acquapendente, unitamente agli altri enti locali, esprime soddisfazione per il metodo e per il merito con cui la discussione è avvenuta e rinnova con convinzione la sua disponibilità a partecipare ad ogni iniziativa a riguardo.

Lunedì 26 novembre Festa dell’Albero

Lunedì 26 novembre alle ore 10.00 in Pineta l’appuntamento annuale della Festa dell’Albero, con gli alunni dell’Istituto Omnicomprensivo “Leonardo Da Vinci” come protagonisti.

L’OBIETTIVO SARÀ QUELLO DI CREARE E DIFFONDERE UNA SANA COSCIENZA ECOLOGICA NELLE FUTURE GENERAZIONI.

L’ evento sarà allietato dalla Banda Comunale Città di Acquapendente – Torre Alfina.