Ambiente

A cosa è dovuto l’aumento della TARI

L’aumento delle TARI (tassa sui rifiuti) non dipende dalla volontà dell’Amministrazione Comunale.

A differenza dell’IMU o dell’Addizionale Irpef, che sono modulabili sulla base di scelte amministrative (che il nostro Comune non ha modificato), la TARI è determinata solo dai costi di gestione, che devono essere per legge interamente coperti dalle bollette pagate dai cittadini.

Allora a cosa è dovuto l’aumento?
Principalmente a due fatti che hanno aggravato i costi:

  1. Negli ultimi anni c’è stato un contenzioso tra Ecologia Viterbo Srl, che gestisce l’impianto dove vanno conferiti i rifiuti, e la Regione Lazio, in merito alle tariffe da applicare.
    Alla fine il TAR ha dato ragione ad Ecologia Viterbo e di conseguenza la Regione Lazio ha dovuto disporre l’aumento delle tariffe di conferimento dei rifiuti, comunicandolo ai Comuni con determinazione del 05/09/2018.
    C’è stato così un aumento per il conferimento da 130 a 165 euro a tonnellata.
  2. In seguito all’indisponibilità degli impianti gestiti da SienAmbiente i rifiuti organici vengono conferiti a Lodi, presso l’impianto della Ecolgest, con un costo di 76 euro a tonnellata. L’aggravio è determinato dai maggiori costi di trasporto.

Ciò è avvenuto per tutti i Comuni che aderiscono al servizio intercomunale di gestione dei rifiuti della Comunità Montana Alta Tuscia, ma in modo più generalizzato per tutto il territorio provinciale.

Il miglioramento della raccolta differenziata ha diminuito la quantità di rifiuti indifferenziati ma il risparmio è stato vanificato dal consistente aumento del costo di conferimento.
Perciò continuare a differenziare ha ancora un senso, anche in termini economici.
Con tariffe di conferimento così alte per l’indifferenziato non differenziare i rifiuti aggraverebbe ancora di più la tassazione.

Se poi la Comunità Montana riuscisse in tempi brevi a realizzare l’impianto di compostaggio intercomunale che ha in programma, la frazione organica non sarebbe trasferita a centinaia di chilometri e avremmo la possibilità finalmente di vedere scendere gli importi della TARI per tutti i cittadini.


Chiusura temporanea dell’Isola Ecologica per lavori di adeguamento

Dal giorno 17 giugno 2019 l’isola ecologica nei pressi del cimitero resterà chiusa per lavori di ampliamento e di miglioramento dell’ecocentro.
Si stima che la durata dei lavori sarà di circa 60 giorni ma contiamo di finire prima.
Durante questo periodo il conferimento degli sfalci e delle potature potrà comunque essere effettuato presso un apposito carrabile posizionato presso le officine comunali in via M.G. Cutuli.
Per quanto riguarda lo smaltimento degli ingombranti e dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche si confida nella fattiva collaborazione della popolazione, in modo da evitare conferimenti in questo periodo ed attendere la riapertura dell’isola ecologica.
Il disagio dei prossimi due mesi sarà poi ripagato da un ecocentro più grande e meglio organizzato, perfettamente rispondente alle normative, di più facile accessibilità e con un ambiente più controllato e più decoroso.
Ci scusiamo per gli inconvenienti dovuti alla temporanea chiusura ma i lavori sono necessari ed improrogabili e la soluzione adottata sarà definitiva, in modo da non arrecare più in futuro interruzioni al servizio.
Il Sindaco
Angelo Ghinassi

Forum annuale della Carta Europea del Turismo Sostenibile della Riserva Naturale Monte Rufeno

Continua nel segno della sostenibilità e della maggiore qualità dei servizi offerti a cittadini e visitatori la collaborazione tra la Riserva Naturale e gli operatori CETS.

Martedì 19 marzo 2019, presso la Sala Chico Mendes, alle ore 15.30, si svolgerà il Forum annuale degli attori partner della CETS della Riserva Naturale Monte Rufeno.

L’ordine del giorno di massima prevede:

  • Introduzione e saluti del Direttore della Riserva e dell’Amministrazione Comunale di Acquapendente
  • Dove eravamo, dove siamo. L’andamento generale delle azioni CETS nel 2018
  • Le nuove azioni CETS per il 2019
  • Introduzione alla CETS parte 2° (saranno presenti i referenti di FederParchi che hanno già valutato positivamente il “Sistema di Adesione Locale” da noi presentato)
  • Momento collettivo di valutazione e confronto

Gli attori già aderenti alla Carta ma anche tutti gli interessati sono invitati a partecipare

Gli investimenti previsti da Talete sono necessari ma non graveranno sui più bisognosi

I 34 milioni di euro previsti da Talete per investimenti infrastrutturali sono obbligatori e necessari per garantire il diritto all’acqua, non solo in termini di disponibilità ma anche di qualità e di costo.

Ritengo che l’acqua rappresenti un bene essenziale a cui corrisponde un diritto fondamentale delle persone ed è una risorsa universale scarsa da sottrarre a logiche di mercato.

Ad oggi si tratta di un servizio pubblico di rilevanza economica e, come tale, sottoposto a tariffa sulla quale, secondo il principio del full cost recovery, devono essere caricati integralmente i costi di gestione, investimenti compresi.

Sino a quando tali costi non saranno spostati dalla bolletta alla fiscalità generale, e quindi in proporzione alla capacità contributiva del singolo cittadino, saranno sempre gli utenti a pagare. Gli amministratori però devono affrontare, al di là delle dichiarazioni di principio, i problemi nella loro concretezza.

Il problema è in primo luogo garantire una fornitura regolare e sicura sotto l’aspetto igienico-sanitario, ma anche limitarne l’imponente dispersione e per questo il servizio idrico integrato ha bisogno di interventi non più rimandabili.

La decisione di aumentare le tariffe, quindi, non è stata presa a cuor leggero, ma con l’obiettivo di intervenire seriamente su inefficienza e sprechi, al fine di ridurre in prospettiva il costo dell’acqua e tutelare l’ambiente.

La Talete è una società nata male, su logiche più spartitorie che gestionali, e questo ha prodotto un danno che ancora paghiamo, ma va riconosciuto all’attuale management un cambio di rotta rispetto al passato che ha portato dei miglioramenti. Comunque ad oggi è questo il gestore e nessuno ha una soluzione alternativa pronta. I singoli Comuni non sono in grado da soli di affrontare gli investimenti necessari, che comunque in ogni caso ricadrebbero sui cittadini.

Ad esempio, l’inquinamento da arsenico deriva da cause naturali e non è un fatto recente, ma precedente all’attuale sistema di gestione. Fino a quando vogliamo continuare a compromettere la salute delle nostre popolazioni? Per le dimensioni del problema da questa situazione si esce tutti insieme, con uno spirito solidaristico di collaborazione.

Si calcola che il 7,6% di aumento mediamente graverà sulle bollette per circa 15/20 euro all’anno e non ne siamo certo felici. Se questo però consentirà di migliorare la qualità dell’acqua e la sua gestione, diminuendo i costi in futuro, può essere un investimento utile.

Non ci rimane che vigilare sull’efficacia di questa misura e minimizzare l’impatto sulle famiglie più bisognose. Sul bilancio comunale di previsione 2019, in aggiunta agli aiuti già esistenti, faremo in modo di sostenere i cittadini, contribuendo a questa maggiore spesa.

Noi rimaniamo convinti della validità del principio della gestione integrata pubblica. Se poi cambierà la legge, favorendo una migliore gestione delle acque, più partecipata e con minori oneri per i cittadini, non saremo certo noi a difendere un sistema di gestione che ha evidenziato tutti i suoi limiti, ma per essere all’altezza dei problemi bisogna guardare avanti, non indietro.

Angelo Ghinassi
Sindaco di Acquapendente

 

Proseguono gli incontri per il Contratto di Fiume

Nel pomeriggio di ieri lunedì 17 dicembre, presso la sede del Comune di Orvieto, si sono riuniti i Sindaci del territorio della Regione Lazio, Il sindaco del Comune di Orvieto Capofila del Contratto di Fiume per Il Paglia e i referenti del gruppo di lavoro con il Coordinamento di Alta Scuola, per dare seguito a quando previsto in prosecuzione del summit del 6 dicembre con l’ Autorità di Distretto dell’ Appennino Centrale.

Erano presenti Giuseppe Germani, Sindaco di Orvieto, Angelo Ghinassi Sindaco di Acquapendente Cinzia Pellegrini, Sindaco di Proceno, Endro Martini Presidente di Alta Scuola che Coordina il Tavolo Sicurezza Idraulica – idrogeologica e il percorso del Contratto di Fiume per il Paglia, Angelo Mario Mazzi componete del CdA di Alta Scuola, Filippo Belisario WWF Orvieto, che coordina il Tavolo Qualità ambientale: Luca Sabatini di Confindustria Umbria che coordina il tavolo Sviluppo socio economico sostenibile e Enrico Petrangeli – Paglia Bene Comune, che coordina il Tavolo Fruizione.

Nel corso della riunione è stata comunicata ufficialmente l’avvenuta adesione formale al Contratto di Fiume per il Paglia da parte dei due Comuni Laziali, che hanno deliberato in tal senso attraverso il loro organi istituzionali, e la disponibilità della regione Toscana ad entrare nel Contratto di Fiume a seguito di recenti incontri informali tenuti con il Comune di Orvieto.

E’ stata ribadita dai presenti l’assoluta necessità che le istituzioni che devono assumere decisioni strategiche e rilevanti per il futuro di questo territorio, effettuino per il bacino del Paglia scelte condivise con gli enti locali e con gli stakeholder portatori di interessi, nel rispetto delle vocazioni ambientali e di sviluppo verso cui l’intera l’area è da tempo proiettata.

Il Contratto di Fiume per il Paglia, che già è stato preso a riferimento per un progetto Europeo sostenuto dal Ministero degli Esteri Italiano, di scambio di buone pratiche tra l’ Italia e la Repubblica di Moldavia, con l’adesione dei Comuni Laziali e la prossima presenza dei Comuni Toscani, hanno affermato i Sindaci presenti, costituisce ora il luogo privilegiato delle analisi di base e della concertazione sia per le decisioni strategiche di mitigazione del rischio idrogeologico da assumere che di gestione delle risorse idriche da attuare e, per la ricerca di ulteriori implementazioni alle soluzioni di sviluppo locale, attraverso la partecipazione già attivata con il Cdf e le tecniche di facilitazione utilizzate, per incrementare quel dialogo sociale già consigliato anche nelle linee guida per il contrasto al dissesto di #italiasicura.

Peraltro, hanno continuato i Sindaci, anche il tema dell’ inquinamento da mercurio, già analizzato dalle ARPA delle tre Regioni, non può che essere trattato alla scala dell’intero bacino idrografico, per i risvolti ambientali e di tutela della salute che presenta.

Al termine dell’incontro è stata programmata la stesura di una prima bozza di un “Piano d’ Azione” del Contratto di Fiume per il territorio Umbro Laziale, comprensivo di misure strutturali e non strutturali, che il gruppo di lavoro redigerà unitamente ai due Comuni di Acquapendente e di Proceno, sulla base del rapporto intermedio del CdF già approvato, opportunamente integrato con le criticità e le opportunità dei territori dei due Comuni citati, da verificare congiuntamente in un incontro già programmato per la metà del mese di gennaio 2019.

Delibera di adesione del Comune di Acquapendente

Sul fiume Paglia ogni decisione sarà concordata e non serve una diga

Nella riunione tenutasi presso il Municipio di Orvieto lo scorso 6 dicembre si è parlato delle problematiche riguardanti il bacino del Paglia e si è fatta chiarezza circa le recenti voci che avevano riportato all’attualità l’ipotesi di realizzare uno sbarramento sul fiume all’altezza di Torre Alfina.

All’incontro, convocato dal Sindaco di Orvieto Giuseppe Germani, erano presenti Erasmo D’Angelis, Segretario generale dell’Autorità di Distretto dell’ Appennino Centrale, accompagnato dal Dirigente dell’Ufficio Studi e Documentazione Remo Pelillo e dal Dott. Mauro Grassi, già direttore di italiasicura, la Regione Umbria con il Direttore Generale Alfiero Moretti e il Responsabile del Servizio Protezione Civile Borislav Vujovic, i Sindaci dei Comuni Umbri della Valle del Paglia ( Allerona, Porano, Castel Viscardo ecc.), il Sindaco di Acquapendente Angelo Ghinassi e il Sindaco di Proceno Cinzia Pellegrini, accompagnati da un rappresentante del Consorzio Val di Paglia Superiore e Endro Martini Presidente di Alta Scuola che Coordina il percorso del Contratto di Fiume per il Paglia.

L’incontro, protrattosi per oltre due ore, ha consentito di sgombrare il campo da notizie recentemente diffuse sull’affidamento del compito di mitigare le piene ad una sola grande opera, la diga di cui ogni tanto incautamente si parla.

Grazie allo stato di avanzamento del percorso di Contratto di Fiume per il Paglia, si sono invece poste le basi per avviare un processo di copianificazione integrata e di progettazione, avvalendosi di analisi aggiornate su dati affidabili, per arrivare ad un progetto di fattibilità tecnica ed economica che individui, tra più soluzioni, quelle che presentano il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e alle prestazioni da fornire alla scala dell’intero bacino del Paglia, garantendo salvaguardia per gli ecosistemi, tutela dei valori paesaggistici, trasparenza nella partecipazione di tutti i soggetti interessati e continuità al dibattito pubblico già avviato con il Contratto di Fiume.

Il bacino del Paglia è senz’altro un ambito territoriale su cui intervenire dal punto di vista idraulico, non solo per la mitigazione di piene devastanti, dovute al regime torrentizio dell’asta fluviale, ma anche per il problema della siccità, del disinquinamento e della tutela attiva con finalità di sviluppo.

È un problema non più rimandabile ma da affrontare nella sua complessità, con soluzioni appropriate e sostenibili.

Un prossimo incontro è già in programma per il mese di gennaio 2019, con la presenza delle tre Regioni interessate (Umbria, Lazio e Toscana) e dei Ministeri competenti.

Il Comune di Acquapendente, unitamente agli altri enti locali, esprime soddisfazione per il metodo e per il merito con cui la discussione è avvenuta e rinnova con convinzione la sua disponibilità a partecipare ad ogni iniziativa a riguardo.

Lunedì 26 novembre Festa dell’Albero

Lunedì 26 novembre alle ore 10.00 in Pineta l’appuntamento annuale della Festa dell’Albero, con gli alunni dell’Istituto Omnicomprensivo “Leonardo Da Vinci” come protagonisti.

L’OBIETTIVO SARÀ QUELLO DI CREARE E DIFFONDERE UNA SANA COSCIENZA ECOLOGICA NELLE FUTURE GENERAZIONI.

L’ evento sarà allietato dalla Banda Comunale Città di Acquapendente – Torre Alfina.

Progetto diga sul Paglia: il Comune non è stato informato

Con una certa sorpresa abbiamo appreso da alcuni organi di informazione che il Ministero delle Infrastrutture avrebbe intenzione di avviare la progettazione di una diga che dovrebbe essere costruita sul fiume Paglia, all’altezza di Torre Alfina, come pubblicamente annunciato da Erasmo D’Angelis, Segretario generale dell’Autorità di distretto idrografico dell’Italia centrale.

Il Comune di Acquapendente non è mai stato informato dell’iniziativa.

Dal punto di vista del metodo è inaccettabile che opere di questa portata vengano incautamente annunciate, senza avere sentito le istituzioni che rappresentano il territorio interessato.

Sul fiume Paglia recentemente è stato attivato un tavolo, insieme agli altri enti locali afferenti al bacino idrografico, per la definizione di un “Contratto di Fiume” che già si è posto il problema idrogeologico, non sganciato da altre problematiche relative alla valorizzazione del territorio.

Non tener conto di questo prefigura un atteggiamento prevaricatore che non aiuta una corretta e responsabile programmazione.

Nel merito, non conoscendo niente, è impossibile esprimere un’opinione compiuta.

Non siamo esperti di idrologia ma l’idea che le alluvioni di Roma dipendano unicamente dalle piene del Paglia ci sembra un po’ bizzarra, dal momento che il Tevere ha anche altri affluenti, molto più vicini alla capitale e con portate superiori. Comunque rimaniamo in attesa che qualcuno ce lo dimostri.

Accertato questo, non è poi detto che le comunità locali siano favorevoli alla realizzazione dell’opera, le cui caratteristiche peraltro non sono ancora note.

Ci sono valutazioni da fare, prima di tutto di tipo ambientale, perché l’opera sarebbe realizzata su un’area il cui valore naturalistico è riconosciuto da normative regionali, nazionali ed europee che impongono una particolare tutela.

Poi sono necessarie anche altre valutazioni ma aspettiamo di conoscere le caratteristiche della proposta. Immaginiamo che uno studio e un’ipotesi progettuale preliminare già ci siano e chiediamo di conoscerle.

Se non c’è neanche questo, l’annuncio di D’Angelis, oltre che incauto e irrispettoso nei  confronti degli enti territoriali e delle popolazioni locali, ricadrebbe nella categoria del grottesco.