Lavori pubblici

Chiusura temporanea dell’Isola Ecologica per lavori di adeguamento

Dal giorno 17 giugno 2019 l’isola ecologica nei pressi del cimitero resterà chiusa per lavori di ampliamento e di miglioramento dell’ecocentro.
Si stima che la durata dei lavori sarà di circa 60 giorni ma contiamo di finire prima.
Durante questo periodo il conferimento degli sfalci e delle potature potrà comunque essere effettuato presso un apposito carrabile posizionato presso le officine comunali in via M.G. Cutuli.
Per quanto riguarda lo smaltimento degli ingombranti e dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche si confida nella fattiva collaborazione della popolazione, in modo da evitare conferimenti in questo periodo ed attendere la riapertura dell’isola ecologica.
Il disagio dei prossimi due mesi sarà poi ripagato da un ecocentro più grande e meglio organizzato, perfettamente rispondente alle normative, di più facile accessibilità e con un ambiente più controllato e più decoroso.
Ci scusiamo per gli inconvenienti dovuti alla temporanea chiusura ma i lavori sono necessari ed improrogabili e la soluzione adottata sarà definitiva, in modo da non arrecare più in futuro interruzioni al servizio.
Il Sindaco
Angelo Ghinassi

13 milioni di investimento in opere pubbliche per riqualificare il territorio e per sostenere l’economia

Contestualmente al Bilancio di Previsione 2019 è stato definito il Programma Triennale dei lavori pubblici 2019-2021, che delinea il piano delle opere che l’Amministrazione Comunale intende attuare nella seconda parte del proprio mandato.

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto nuove norme che prevedono la possibilità di contrarre mutui per investimenti nei limiti di capacità di indebitamento dell’ente.

Pertanto nel piano triennale sono stati previsti complessivamente 13,2 milioni di euro di investimenti che costituiscono un forte incentivo allo sviluppo economico.

Il Comune ha individuato due assi principali di intervento: quello delle opere di manutenzione e di riqualificazione del territorio e quello per lo sviluppo dei servizi per il turismo.

Un’attenzione particolare si prevede per l’efficientamento energetico, settore in cui gli investimenti vengono recuperati dai risparmi che le opere determinano.

L’intervento più grosso sarà sul rifacimento degli impianti di pubblica illuminazione del capoluogo e delle frazioni con un investimento di 1.000.000 di euro. In questo caso il risparmio previsto compenserà l’investimento iniziale in un periodo più breve di quello di estinzione del mutuo, con un beneficio economico anche per gli anni seguenti.

Altre opere di efficientamento energetico e di messa in sicurezza riguardano gli impianti sportivi e le scuole, sempre secondo lo stesso criterio.

Altro grosso impegno è previsto per la manutenzione straordinaria delle strade comunali, su alcune delle quali c’è urgenza di intervenire e con l’obiettivo nel medio periodo di abbassare i costi di manutenzione ordinaria.

Si prevede inoltre la messa in sicurezza della Via Frangicena e il consolidamento della rupe di Porta della Ripa, lavori che sono in fase di assegnazione.

Contestualmente, come sta già avvenendo per Via del Crociale a Trevinano, si prevede la bonifica delle aree occupate dalle stallette, più o meno abusive, su tutto il territorio.

Stanno iniziando i lavori di riqualificazione dell’isola ecologica e sono in corso i lavori per l’ampliamento del cimitero del capoluogo.

Una particolare attenzione è stata data agli impianti sportivi: sono in corso i lavori per il rifacimento delle gradinate dello stadio, per la realizzazione di un campo di calcetto/calciotto in erba sintetica nell’area ex-carri, la copertura, sempre in sintetico, del campo di calcio del Campo Boario e la realizzazione di nuovi spogliatoi.

Con l’efficientamento del Palazzetto dello sport e con la parziale copertura delle gradinate dello stadio si concluderà un’opera completa di riqualificazione di tutta la zona sportiva.

Sull’asse urbano della via Francigena si prevede pure la messa in sicurezza dell’immobile dell’ex liceo scientifico, al quale bisognerà trovare una destinazione e la ristrutturazione del Museo Civico.

Altro polo importante è quello del Sasseto e delle zone circostanti a Torre Alfina, con la manutenzione straordinaria dell’area del bosco, il restauro del giardino storico, il parcheggio per auto, pullman e camper, la foresteria e il punto informativo per i turisti.

Un altro parcheggio è previsto per Trevinano nell’ambito della riqualificazione dell’area di via del Crociale. In questa frazione continueranno anche i lavori necessari al consolidamento della rupe.

Altre opere riguarderanno i sentieri ed alcune strutture della Riserva Naturale di Monte Rufeno.

Per brevità non elenchiamo altre opere minori e quelle previste nell’ultima annualità del programma sulle quali non c’è ancora una progettazione definitiva.

Chi volesse avere un’idea più completa e precisa del Piano Triennale dei lavori pubblici può consultare gli atti sul sito istituzionale del Comune.

Ci auguriamo che questo sforzo straordinario possa coinvolgere le imprese e le maestranze locali, portando lavoro, sia direttamente, sia indirettamente e che possa rendere più funzionale e più attrattivo l’intero territorio.

 

Prossima l’attivazione del sistema di videosorveglianza

L’Amministrazione comunale, a seguito di uno specifico finanziamento della Regione Lazio concesso nel quadro della DGR 195/2016 recante ad oggetto “Concorso regionale alla realizzazione di investimenti di carattere locale. Annualita’ 2016 2018”, ed a seguito di un successivo procedimento di gara, ha affidato la realizzazione del SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA URBANA alla ditta BRIDGE 129 di Reggio Emilia.

Il Progetto prevede che il Sistema di Videosorveglianza venga articolato con 42 videocamere poste su 26 siti ritenuti sensibili ai fini della sicurezza urbana, ossia:

1) Piazza Girolamo Fabrizio
2) Scuola elementare
3) Via Cassia all’altezza di Via Valtieri
4) Trevinano – Via Bourbon del Monte, angolo Via del Crociale
5) Torre Alfina – incrocio Via San Salvatore
6) Via Cassia all’altezza del n. civico 7, di fronte area verde comunale
7) Strada Prov. Torricella – Via Valtieri
8) Via Onanese, località la Sbarra
9) Via Cassia all’altezza traversa per piazzale M.G. Cutuli
10) Strada Prov. per Torre Alfina all’altezza traversa per piazzale M.G. Cutuli
11) Via Grotte d’Ambrogio – Strada vic. San Leonardo
12) Via Cantorrivo – Giardino delle rose
13) Parco Pineta,Casa di Riposo e Via Oriolo
14) Via Cassia all’altezza Piazza Duomo
15) Palazzetto Via Campo Boario
16) Via Cantorrivo
17) Strada Prov. Torretta all’altezza di Via Guido Rossa
18) Via XV Maggio
19) Torre Alfina
20) Trevinano all’incrocio di Via G. Pascoli con Strada Provinciale
21) Strada della Falconiera, altezza via G. Verdi
22) Asilo nido Via del Carmine
23) Scuola dell’infanzia Via G.B. Casti
24) Via dell’Annunziata, corrispondenza parcheggio
25) Via S. Maria Maddalena
26) Ospedale, Via C. Battisti

Il progetto è stato elaborato in coerenza con le direttive ministeriali emanate in materia con particolare riferimento alla circolare del Ministero dell’Interno 58/SICPART/421.2/70/224632 del 2 marzo 2012, “Sistemi di videosorveglianza in ambito comunale e al decreto legge del 20 febbraio 2017 n.14, “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”.

Inoltre il sistema sarà implementato nel rispetto delle disposizioni dell’Autorità Garante per il trattamento dei dati personali ed in modo da favorire la sicurezza integrata e l’interconnessione, a livello territoriale, delle sale operative della polizia locale con le sale operative delle forze di polizia attraverso la regolamentazione dell’utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica finalizzati al controllo delle aree e delle attività soggette a rischio.

La gestione del Sistema sarà affidata ad una Centrale Operativa ubicata presso un locale della Sede della Polizia Locale, specificamente adibito, dove convergeranno tutte le immagini provenienti dalle videocamere distribuite sul territorio.
Le immagini potranno essere visualizzate in tempo reale su monitor e/o archiviate in formato digitale per una loro successiva consultazione.

Gli impianti di videosorveglianza, in sintesi, saranno finalizzati:

– a prevenire e reprimere gli atti delittuosi, le attività illecite e gli episodi di microcriminalità commessi sul territorio comunale garantendo maggiore sicurezza ai cittadini;

– a tutelare gli immobili di proprietà o in gestione dell’Amministrazione Comunale e prevenire eventuali atti di vandalismo o danneggiamento;

– al controllo di determinate aree ritenute a rischio;

– al controllo sui veicoli con un sistema di rilevamento targhe collegato alla banca dati degli enti competenti in materia.

Si tratta di un sistema integrato tecnologicamente all’avanguardia che non ha uguali sul territorio provinciale, aperto anche a successive integrazioni.

Il sistema può essere anche integrato con telecamere di privati, tecnologicamente compatibili, che ne facciano richiesta, andando così ad ampliare la sorveglianza e la sicurezza sul territorio.

Il sistema di videosorveglianza sarà completamente funzionante entro il mese di aprile del 2019.

Mauro Bellavita

 

 

Gli investimenti previsti da Talete sono necessari ma non graveranno sui più bisognosi

I 34 milioni di euro previsti da Talete per investimenti infrastrutturali sono obbligatori e necessari per garantire il diritto all’acqua, non solo in termini di disponibilità ma anche di qualità e di costo.

Ritengo che l’acqua rappresenti un bene essenziale a cui corrisponde un diritto fondamentale delle persone ed è una risorsa universale scarsa da sottrarre a logiche di mercato.

Ad oggi si tratta di un servizio pubblico di rilevanza economica e, come tale, sottoposto a tariffa sulla quale, secondo il principio del full cost recovery, devono essere caricati integralmente i costi di gestione, investimenti compresi.

Sino a quando tali costi non saranno spostati dalla bolletta alla fiscalità generale, e quindi in proporzione alla capacità contributiva del singolo cittadino, saranno sempre gli utenti a pagare. Gli amministratori però devono affrontare, al di là delle dichiarazioni di principio, i problemi nella loro concretezza.

Il problema è in primo luogo garantire una fornitura regolare e sicura sotto l’aspetto igienico-sanitario, ma anche limitarne l’imponente dispersione e per questo il servizio idrico integrato ha bisogno di interventi non più rimandabili.

La decisione di aumentare le tariffe, quindi, non è stata presa a cuor leggero, ma con l’obiettivo di intervenire seriamente su inefficienza e sprechi, al fine di ridurre in prospettiva il costo dell’acqua e tutelare l’ambiente.

La Talete è una società nata male, su logiche più spartitorie che gestionali, e questo ha prodotto un danno che ancora paghiamo, ma va riconosciuto all’attuale management un cambio di rotta rispetto al passato che ha portato dei miglioramenti. Comunque ad oggi è questo il gestore e nessuno ha una soluzione alternativa pronta. I singoli Comuni non sono in grado da soli di affrontare gli investimenti necessari, che comunque in ogni caso ricadrebbero sui cittadini.

Ad esempio, l’inquinamento da arsenico deriva da cause naturali e non è un fatto recente, ma precedente all’attuale sistema di gestione. Fino a quando vogliamo continuare a compromettere la salute delle nostre popolazioni? Per le dimensioni del problema da questa situazione si esce tutti insieme, con uno spirito solidaristico di collaborazione.

Si calcola che il 7,6% di aumento mediamente graverà sulle bollette per circa 15/20 euro all’anno e non ne siamo certo felici. Se questo però consentirà di migliorare la qualità dell’acqua e la sua gestione, diminuendo i costi in futuro, può essere un investimento utile.

Non ci rimane che vigilare sull’efficacia di questa misura e minimizzare l’impatto sulle famiglie più bisognose. Sul bilancio comunale di previsione 2019, in aggiunta agli aiuti già esistenti, faremo in modo di sostenere i cittadini, contribuendo a questa maggiore spesa.

Noi rimaniamo convinti della validità del principio della gestione integrata pubblica. Se poi cambierà la legge, favorendo una migliore gestione delle acque, più partecipata e con minori oneri per i cittadini, non saremo certo noi a difendere un sistema di gestione che ha evidenziato tutti i suoi limiti, ma per essere all’altezza dei problemi bisogna guardare avanti, non indietro.

Angelo Ghinassi
Sindaco di Acquapendente

 

Sul fiume Paglia ogni decisione sarà concordata e non serve una diga

Nella riunione tenutasi presso il Municipio di Orvieto lo scorso 6 dicembre si è parlato delle problematiche riguardanti il bacino del Paglia e si è fatta chiarezza circa le recenti voci che avevano riportato all’attualità l’ipotesi di realizzare uno sbarramento sul fiume all’altezza di Torre Alfina.

All’incontro, convocato dal Sindaco di Orvieto Giuseppe Germani, erano presenti Erasmo D’Angelis, Segretario generale dell’Autorità di Distretto dell’ Appennino Centrale, accompagnato dal Dirigente dell’Ufficio Studi e Documentazione Remo Pelillo e dal Dott. Mauro Grassi, già direttore di italiasicura, la Regione Umbria con il Direttore Generale Alfiero Moretti e il Responsabile del Servizio Protezione Civile Borislav Vujovic, i Sindaci dei Comuni Umbri della Valle del Paglia ( Allerona, Porano, Castel Viscardo ecc.), il Sindaco di Acquapendente Angelo Ghinassi e il Sindaco di Proceno Cinzia Pellegrini, accompagnati da un rappresentante del Consorzio Val di Paglia Superiore e Endro Martini Presidente di Alta Scuola che Coordina il percorso del Contratto di Fiume per il Paglia.

L’incontro, protrattosi per oltre due ore, ha consentito di sgombrare il campo da notizie recentemente diffuse sull’affidamento del compito di mitigare le piene ad una sola grande opera, la diga di cui ogni tanto incautamente si parla.

Grazie allo stato di avanzamento del percorso di Contratto di Fiume per il Paglia, si sono invece poste le basi per avviare un processo di copianificazione integrata e di progettazione, avvalendosi di analisi aggiornate su dati affidabili, per arrivare ad un progetto di fattibilità tecnica ed economica che individui, tra più soluzioni, quelle che presentano il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e alle prestazioni da fornire alla scala dell’intero bacino del Paglia, garantendo salvaguardia per gli ecosistemi, tutela dei valori paesaggistici, trasparenza nella partecipazione di tutti i soggetti interessati e continuità al dibattito pubblico già avviato con il Contratto di Fiume.

Il bacino del Paglia è senz’altro un ambito territoriale su cui intervenire dal punto di vista idraulico, non solo per la mitigazione di piene devastanti, dovute al regime torrentizio dell’asta fluviale, ma anche per il problema della siccità, del disinquinamento e della tutela attiva con finalità di sviluppo.

È un problema non più rimandabile ma da affrontare nella sua complessità, con soluzioni appropriate e sostenibili.

Un prossimo incontro è già in programma per il mese di gennaio 2019, con la presenza delle tre Regioni interessate (Umbria, Lazio e Toscana) e dei Ministeri competenti.

Il Comune di Acquapendente, unitamente agli altri enti locali, esprime soddisfazione per il metodo e per il merito con cui la discussione è avvenuta e rinnova con convinzione la sua disponibilità a partecipare ad ogni iniziativa a riguardo.

Progetto diga sul Paglia: il Comune non è stato informato

Con una certa sorpresa abbiamo appreso da alcuni organi di informazione che il Ministero delle Infrastrutture avrebbe intenzione di avviare la progettazione di una diga che dovrebbe essere costruita sul fiume Paglia, all’altezza di Torre Alfina, come pubblicamente annunciato da Erasmo D’Angelis, Segretario generale dell’Autorità di distretto idrografico dell’Italia centrale.

Il Comune di Acquapendente non è mai stato informato dell’iniziativa.

Dal punto di vista del metodo è inaccettabile che opere di questa portata vengano incautamente annunciate, senza avere sentito le istituzioni che rappresentano il territorio interessato.

Sul fiume Paglia recentemente è stato attivato un tavolo, insieme agli altri enti locali afferenti al bacino idrografico, per la definizione di un “Contratto di Fiume” che già si è posto il problema idrogeologico, non sganciato da altre problematiche relative alla valorizzazione del territorio.

Non tener conto di questo prefigura un atteggiamento prevaricatore che non aiuta una corretta e responsabile programmazione.

Nel merito, non conoscendo niente, è impossibile esprimere un’opinione compiuta.

Non siamo esperti di idrologia ma l’idea che le alluvioni di Roma dipendano unicamente dalle piene del Paglia ci sembra un po’ bizzarra, dal momento che il Tevere ha anche altri affluenti, molto più vicini alla capitale e con portate superiori. Comunque rimaniamo in attesa che qualcuno ce lo dimostri.

Accertato questo, non è poi detto che le comunità locali siano favorevoli alla realizzazione dell’opera, le cui caratteristiche peraltro non sono ancora note.

Ci sono valutazioni da fare, prima di tutto di tipo ambientale, perché l’opera sarebbe realizzata su un’area il cui valore naturalistico è riconosciuto da normative regionali, nazionali ed europee che impongono una particolare tutela.

Poi sono necessarie anche altre valutazioni ma aspettiamo di conoscere le caratteristiche della proposta. Immaginiamo che uno studio e un’ipotesi progettuale preliminare già ci siano e chiediamo di conoscerle.

Se non c’è neanche questo, l’annuncio di D’Angelis, oltre che incauto e irrispettoso nei  confronti degli enti territoriali e delle popolazioni locali, ricadrebbe nella categoria del grottesco.

Sui lavori alla scuola elementare solo incaute mistificazioni

In relazione alle considerazioni sollevate da Lega Salvini Premier Coordinamento Comunale di Acquapendente, in merito ai lavori di miglioramento antisismico e abbattimento delle barriere architettoniche che stanno interessando la scuola Elementare Sant’Agostino, si rendono necessarie alcune precisazioni onde evitare strumentalizzazioni che avrebbero come uniche vittime i cittadini aquesiani.

È in primo luogo necessario precisare come le figure del RUP, del direttore dei lavori e del coordinatore della sicurezza siano figure imprescindibili previste dalla legge ai fini dell’esecuzione dell’opera pubblica e come tali costituiscono parti necessarie – anche in termini di costi – dell’intervento finanziato ed affidato all’operatore privato. Pertanto non hanno costituito né possono costituire alcun aggravio per le risorse del Comune di Acquapendente e/o per i cittadini.

Per quanto attiene il collaudatore amministrativo, si tratta di una figura di comune interesse ed utilità per tutte le parti coinvolte, anche alla luce delle vicende che hanno interessato l’opera che impongono certezza ed attendibilità dei passi da compiere, proprio nel rispetto dell’interesse pubblico.

In questo senso, l’individuazione del professionista incaricato è stata compiuta proprio in funzione della terzietà dello stesso rispetto ai soggetti interessati dall’opera in esecuzione e di una sua comprovabile professionalità.

Profili che sono stati rilevati in capo al tecnico incaricato.

A fronte di ciò non è dato margine a chi intenda sottoporre a critiche l’operato del Comune: o si è in grado di dimostrare la ricorrenza concreta di una ipotesi di vero e proprio conflitto di interesse formalmente e giuridicamente inteso – cosa che nel caso di specie non c’è modo di affermare – o, si finisce per muoversi in senso diametralmente opposto a quello dichiarato, finendo per ostacolare o quanto meno per mistificare negativamente gli sforzi che l’Amministrazione comunale ha profuso sin dall’inizio del suo mandato per giungere al compimento dell’opera in questione nel rispetto della legalità e nel modo più efficace possibile. Cosa che lede e certo non tutela gli interessi dei cittadini aquesiani, come con approssimazione e in modo irresponsabile e mistificatorio si vuole far credere.